Le porte azzurre di Euro 2020

30/08/2020

22:21

• Tempo di lettura: 5 minuti

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Alexander Graham Bell, britannico (nato ad Edimburgo) naturalizzato statunitense, è stato un ingegnere, un inventore e uno scienziato. Nella cultura di massa il suo nome è popolare per la diatriba sulla questione “chi ha inventato il telefono?”. Se a noi italiani piace pensare che il principale mezzo di comunicazione moderno abbia preso i natali grazie al “nostro” Antonio Meucci, non è di stesso avviso la comunità scientifica che attribuisce l’invenzione ancora a Bell.

Bell, però, oltre al telefono, ci ha lasciato anche un’espressione che a giorni alterni utilizziamo senza saperne la storia. L’ottimistico detto “quando una porta si chiude, si apre un portone o se ne apre un’altra” è una citazione dello scozzese, il quale dopo una serie di fallimenti nella vita privata e lavorativa ebbe finalmente successo.

Parlando di calcio, possiamo affermare che il Covid abbia chiuso tante porte durante la passata stagione. Pensiamo ai cancelli d’entrata di Euro 2020: sbarrati. Quella che doveva essere la celebrazione del sessantesimo anniversario della competizione, la “prima volta” itinerante, è slittata, per permettere a campionati e coppe di avere un naturale svolgimento.

Le porte di Casa Azzurri

Guardando in casa nostra, in Casa Azzurri, non è difficile ipotizzare che qualcuno grazie a tale eventualità sia riuscito a vedere oltre la porta chiusa, focalizzandosi su quella che all’orizzonte si schiudeva. È il caso di tutti quelli che avrebbero potuto fare poco o niente per conquistarsi un maglia da titolare in Nazionale e di chi avrebbe potuto sperare solo invano in una convocazione ad Euro 2020. Le cose sono cambiate e la stagione che si apre restituisce un’altra chance, l’ultima, per entrare nelle grazie di Mancini.

A difesa dei pali

Il trio dei portieri (Donnarumma-Sirigu-Meret) sembrava impenetrabile ma uno spazio potrebbe aprirsi. Gigio, nonostante gli alti e bassi, è il futuro del nostro calcio e anche il presente, se non sarà distratto da dinamiche relative al mercato, la sua presenza da titolare non sarà messa in discussione. Dietro di lui, l’ inamovibile Sirigu, da tre anni per media voto il miglior estremo difensore di A. Terzo e ultimo slot riservato a Meret, oppure no. Il portiere del Napoli ha vissuto gli ultimi tempi nel dubbio, dovendosi spartire il posto con Ospina, spesso preferitogli per l’abilità nel giocare coi piedi. Il talento del ragazzo di Udine non si discute, ma se non dovesse trovare continuità, uno tra Cragno e Gollini potrebbe soffiargli il posto.

Incognite in difesa

In difesa di incognite ne abbiamo a iosa, a partire dal Capitano. Giorgio Chiellini, di netto il miglior difensore italiano del decennio (insieme a Barzagli), è in forte dubbio. L’infortunio della passata stagione è stato terribile, l’età è quella che è, della sua condizione per Euro 2021 non possiamo immaginare cosa sarà. È facile ipotizzare che, al netto di problemi fisici, Mancini lo vorrà comunque in gruppo dato il suo spessore. Spessore condiviso con il compagno di reparto Bonucci, certo di una chiamata. Certo come Acerbi e Romagnoli. Il laziale ha, dai tempi del Sassuolo, una continuità nelle performance impressionante, e il rossonero viene dalla sua miglior stagione di sempre, dovesse ripetersi potrebbe strappare addirittura una maglia da titolare al fianco di Leo.

La fascia destra è terra di nessuno. Sembrava potesse essere proprietà di Di Lorenzo ma poi l’ex Empoli si è perso, trovandosi immischiato nuovamente nella lotta per assicurarsela insieme ai vari: Florenzi, Lazzari, Zappacosta, D’Ambrosio, Piccini, Calabria, Conti e Faraoni.

A sinistra una maglia è di Emerson. L’altra se la giocano Biraghi e Spinazzola, con Luca Pellegrini che aspetta di sapere il suo futuro per provare ad insediarli.

Sei maglie al centro, una davvero in forse

La mediana, se Mancini confermerà il modulo a tre in mezzo, mette a disposizione almeno sei maglie. Le prime tre (quelle da titolari) ci sembrano occupate e già cucite sulle spalle di Barella, Jorginho e Verratti. L’italo-brasiliano e il parigino sono però tallonati da giovani prodigio. L’ex Napoli, che non ha un grosso feeling con Lampard, deve guardarsi le spalle da Tonali, il quale, dovesse mantenere i livelli di Brescia anche con la maglia pesante del Milan, si conquisterebbe i gradi da regista. Discorso simile per Verratti, se Euro 2020 si fosse giocato quando previsto avrebbe dormito sogni tranquilli, perché Zaniolo l’avrebbe guardato solo in tv. Il ragazzo di Massa però si è ripreso e con tutta la sua potenza innata potrebbe impossessarsi del ruolo di mezzala tecnica. L’ultimo posto disponibile se lo giocano in tanti: Pellegrini (il favorito), Sensi, Cristante, Locatelli e Castrovilli.

Attacco con “portone” in vista

In attacco ci sono, invece, i nomi degli uomini che stuzzicano le fantasie dei tifosi, per l’abilità di andare in rete e di favorire le esultanze. Rispondono a tale identikit Ciro Immobile, fresca scarpa d’oro, pronto a ripetersi anche a livello internazionale, e il “Gallo” Belotti, per caratteristiche centravanti unico. Il numero 10 cadrà sotto il nome di Lorenzo Insigne, pronto a partire da sinistra per creare superiorità numerica, pericoli, e premiare gli inserimenti delle punte e dei suoi opposti di fascia. A chiudere il reparto tre tra: Bernardeschi, Chiesa, Politano, Berardi, Orsolini e Kean.

Resta un posto jolly per fare 24, ci auguriamo sia riservato a Ciccio Caputo, fresco di prima convocazione: uno che ha visto le porte aprirsi solo sul finale della sua carriera. Rappresenterebbe una vittoria per tutti. Il centravanti proletario che varca il “portone” della sua vita, quello di Euro 2020… ma nel 2021.