Lotta scudetto, Sacchi: “L’Inter è messa meglio, il Napoli si può risollevare”

Le parole di Arrigo Sacchi sulla lotta scudetto in Serie A: "L'Inter è una squadra europea, il Napoli non è a fine corsa: campionato entusiasmante".

05/12/2021

09:40

• Tempo di lettura: 4 minuti

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(Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

Si infiamma la lotta per lo scudetto di Serie A. Ieri Milan, Inter, Napoli e Atalanta hanno dato spettacolo, dimostrando ancora una volta che il calcio italiano c’è ed è qualitativo. Arrigo Sacchi ha voluto fare il punto sulla situazione, intervistato dalla Gazzetta dello Sport.  Sono rimaste quattro sorelle a contendersi il titolo. A breve ci sarà la pausa e si decreteranno i campioni d’inverno. Le parole dell’ex ct.

Il pensiero di Sacchi sul campionato e sui tanti infortuni

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“Il campionato è entusiasmante: si sta giocando bene, a ritmi elevati. La velocità è fondamentale per dare adrenalina alla gente. Credo che una cosa vada detta subito: ci sono troppe partite, e dunque troppi infortuni. Avanti di questo passo, le squadre si allargheranno, vedremo rose di trenta e più giocatori, i costi aumenteranno e lo spettacolo non ne trarrà benefici. Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi, bisogna farlo”.

Il punto sull’Inter

“L’Inter è quella che sta meglio. Contro la Roma ha dato una dimostrazione di forza impressionante. Ho visto un collettivo; tutti si muovevano seguendo i giusti tempi, gli spazi venivano attaccati correttamente, le verticalizzazioni erano micidiali. Il pressing poi è stato fatto con frequenza”.

Sulla vittoria per 3-0 all’Olimpico

“Ripeto: giù il cappello. Anche dopo l’1-0 l’Inter ha continuato ad attaccare, cercando il colpo del ko. Le gambe erano sciolte, la velocità di gioco era buona”.

Su Inzaghi

“È molto bravo, è sempre stato un buon allenatore, però prima gli mancava qualcosa: era un tecnico “all’italiana”. Ora, invece, ha costruito un’Inter europea dove tutti hanno imparato a interpretare lo spartito. Se continuano così ci sarà da divertirsi anche in Champions a Madrid. Sono convinto che, se il mio amico Ancelotti ha visto la partita, un po’ di paura se l’è presa”.

Roma deludente?

“No, ma mi aspettavo qualcosa di più da qualche giocatore, ad esempio Zaniolo. Deve imparare che si gioca in undici. Non può fare la battaglia uno contro tutti. Lui avrebbe grandi potenzialità, ma rischia di sperperarle tutte: deve pensare di più”.

Il punto sul Milan

“C’è stata troppa differenza tra i rossoneri e la Salernitana. Alcune cose, però, le ho apprezzate: ad esempio, Leao e Kessie che hanno fatto cose devastanti, anche Florenzi poi, che mi pare in crescita. La squadra mi sembra che stia bene, però i difensori, non mi stancherò mai di dirlo, devono salire più rapidamente in modo da accorciare di più le distanze tra i reparti e rendere la manovra più fluida”.

Chi e cosa può migliorare nel Milan?

“Per esempio Brahim Diaz ha commesso troppi errori e preoccupa un po’ Romagnoli. Quest’ultimo mi pare che abbia perso sicurezza e tranquillità. Sono sicuro però che Pioli lo aiuterà a tornare ad alto livello. Contro il Liverpool sarà durissima, loro fanno un pressing micidiale e dovranno rispondere colpo su colpo”.

Napoli-Atalanta ha regalato emozioni. Non ci si annoia mai in Serie A, vero?

“Giustissimo, le squadre hanno più coraggio, sono più innovative, e l’Atalanta è il prototipo di questo nuovo corso. Vengono premiati il lavoro e le idee di anni. Questo è il risultato di una seria programmazione e di una ferrea organizzazione”.

L’Atalanta può puntare allo scudetto?

“Teoricamente non dovrebbe, visto che spende meno delle altre, ma potrebbe. Anche questo fa bene al calcio. Nell’Atalanta vedo sinergia, collaborazione, giocatori che si aiutano l’un l’altro. A livello tecnico sono magari inferiori, ma sopperiscono con le conoscenze, con la determinazione, con le idee”.

Napoli: dal primo al terzo posto. Pensieri?

“Ha pagato le tante assenze, ed ha comunque lottato fino in fondo. I ragazzi di Spalletti non sono a fine corsa. Hanno qualità, hanno una buona manovra, hanno coraggio e dunque si possono risollevare. L’importante è assorbire questa ferita senza fare drammi e cercando di imparare dagli errori”.

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