Milan, Pioli: “La medaglia rubata? “È conservata a Casa Milan”

Le dichiarazioni di Stefano Pioli, al portale spagnolo 'As' sulla stagione del Milan culminata con la vittoria dello Scudetto.

27/05/2022

12:00

• Tempo di lettura: 4 minuti

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(Photo by FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images)

Stefano Pioli si gode i giorni dopo la vittoria dello Scudetto con il suo Milan. Il tecnico è stato uno dei protagonisti della stagione rossonera, che si è conclusa con il titolo di Campioni d’Italia. L’allenatore ha parlato del percorso in rossonero al portale spagnolo ‘As’. Di seguito le sue parole riportate dal Corriere dello Sport.

Pioli, le parole sulla stagione col Milan

Pioli Milan
(Photo by Chris Ricco/Getty Images)

Lo Scudetto

“E’ stato fantastico. Diventare campione d’Italia è una delle cose più belle che ti possono capitar. Vedere i nostri tifosi felici è stata la cosa più gratificante di tutto ciò che abbiamo fatto”.

Sulla medaglia rubata

“Non me l’hanno ancora ridata, ma l’hanno conservata a Casa Milan”.

Pioli sul percorso del Milan

“Abbiamo sempre creduto nella possibilità di vincere lo scudetto, ma ci sono state due partite chiave: la rimonta nel derby di ritorno con l’Inter e la vittoria sulla sirena contro la Lazio all’Olimpico. Poi abbiamo vinto le ultime sei partite, pur avendo il calendario peggiore, e questo ha dimostrato la nostra forza mentale”.

Su Theo Hernandez

“E’ stato spettacolare, raro. Avrebbe potuto fare mille altre cose, passare la palla prima, chiedere aiuto a un compagno di squadra, tirare prima, tutte cose forse appropriate. Ma Theo è come l’ira di Dio, ha una forza e una determinazione incredibili. Quest’anno è diventato un giocatore più completo, aver raggiunto anche la Nazionale è stato bello per lui e significa che ha raggiunto un livello più elevato. È già uno dei migliori terzini al mondo, ma credo che abbia ancora margini di miglioramento”.

Su Theo, Maignan, Kalulu e Bakayoko

“Hanno una caratteristica peculiare: in campo non si arrendono mai, danno tutto. E quando lavoro con persone del genere, mi sento bene. Hanno alzato il livello della squadra”.

Sul calo di Brahim Diaz

“Molti dimenticato che è ancora giovane e che è stata la sua prima esperienza da titolare in una grande squadra. È successo anche a Tonali un anno fa, può capitare che una pressione così importante porti ad alti e bassi. È iniziata alla grande, concordo, poi gli infortuni e il covid gli hanno tolto la fiducia, e forse ci ho messo del mio con qualche decisione. Sono sicuro, però, che sia un grande calciatore, con qualità enormi e molto utile per il nostro modo di giocare. Se voglio che rimanga? Naturalmente”.

Il livello della Serie A è più basso rispetto agli altri campionati?

“Il livello sale grazie alle squadre piccole, che stanno sviluppando un calcio più intenso e offensivo. Dovremmo avere meno pause durante il gioco, meno tempo perso. In Europa l’intensità è maggiore e la paghiamo. Poi c’è una differenza di investimenti e questo è un peso inevitabile”.

Sul tempo effettivo

“Succede già in molti altri sport. Non accetto che mi venga detto che poi c’è il recupero, perché se non intervieni quando una squadra perde tempo, allora togli intensità al gioco. Sarebbe una regola che porterebbe benefici, in particolare in Italia”.

Su Asensio

“E’ un grande giocatore, ma è del Real Madrid e sono troppo contento dei miei per parlare degli altri”.

Pioli sui giovani del Milan

“L’idea del club era di provare a vincere con i giovani, e ci ha sostenuto nel lavoro. Sanno che se si lavora con i giovani ci vuole tempo, ma siamo arrivati a questo risultato perché persone come Zlatan, Giroud, Maignan e Florenzi sono stati un riferimento per i più piccoli. C’era un mix perfetto, empatia tra tutti, e questo ci ha fatto dare più del 100 per cento”.

Sugli addii di Donnarumma, Calhanoglu e Kessie

“Guardando solo quello che dice il campo. Non ho mai visto nessuno di loro essere superficiale. Ho visto un’attenzione enorme, una professionalità e la voglia di dimostrare di essere bravissimi. Hanno funzionato benissimo ed è per questo che auguro loro sempre il meglio, proprio come lo auguro a Franck. È un ragazzo che ha dimostrato di essere un grande giocatore e una grande persona, lavorando sempre con il sorriso. Spero che vada tutto bene per lui, al Barça o ovunque, tranne se ci incontriamo in Champions League. Spero di batterlo lì”.

Sulla prossima Champions League

“Sicuramente ci si aspetta una squadra più forte. Le partite di quest’anno ci hanno insegnano molto, inoltre siamo in prima fascia. Siamo cresciuti in valore ed esperienza, giocheremo questa competizione con l’idea di qualificarci”.

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