Nati oggi: Robbie Fowler, un “Dio” ad Anfield Road

Il 9 aprile 1975 nasce Robbie Fowler: giovane prodigio, nonostante il veloce declino della sua carriera resta tra i più amati di Anfield.

09/04/2022

08:00

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A woman walks her dog past a mural on the side of a hotel depicting Liverpool football club former players (L-R) Steven Gerrard, Jamie Carragher, Robbie Fowler, current defender Virgil van Dijk and former player and manager Kenny Dalglish in Anfield, Liverpool, northwest England, on September 12, 2020. (Photo by Paul ELLIS / AFP) (Photo by PAUL ELLIS/AFP via Getty Images)

Il 9 aprile 1975, a Liverpool, nasce Robbie Fowler, uno dei più grandi calciatori della storia del Liverpool, almeno secondo i tifosi. Destino strano per chi, come lui, da bambino tifava Everton al Goodison Park. A soli 11 anni viene selezionato per i “Liverpool Schoolboys“, un programma che permette al piccolo Fowler di continuare ad andare a scuola allenandosi una volta a settimana. A 13 anni passa al settore giovanile del club, e nel 1992 entra nella prima squadra, con cui fa il suo esordio nella stagione 1993/1994. Sarà una stagione eccezionale, in cui mette a segno 18 reti in 34 presenze.

L’anno successivo Robbie Fowler fa ancora meglio: segna 31 reti, guida il Liverpool alla vittoria della Coppa di Lega, e contro l’Arsenal segna una tripletta dopo 4 minuti e 33 secondi, un record per la Premier. Vince il premio come miglior giovane del campionato sia  nel 1995 che nel 1996, un record eguagliato solo da Ryan Giggs, Wayne Rooney e Cristiano Ronaldo. Nel frattempo, conquista anche la prima convocazione con la maglia dell’Inghilterra, con cui parteciperà agli Europei casalinghi del 1996. Tra il 1995 e il 1997 supera sempre le 30 reti stagionali: l’Inghilterra è concorde, è il miglior attaccante dell’epoca. Come tutte le cose belle, però, di lì a poco inizia la parabola discendente.

Nel 1998 un infortunio ai legamenti lo tiene a lungo fuori dal campo, lasciando così che sia il giovane Michael Owen a prendersi la scena. Quando torna, nel 1999, incappa in una serie di polemiche e piccoli scandali che gli costeranno una serie di multe e diverse giornate di squalifica. A peggiorare la posizione di Robbie Fowler al Liverpool, ci pensa l’arrivo in panchina di Gérard Houllier. Che porta al club, in un solo anno, cinque trofei: Coppa d’Inghilterra, Coppa di Lega, Coppa Uefa, Supercoppa Uefa e Charity Shield. Trionfi a cui contribuisce anche Fowler, che scivola però ai margini dell’undici titolare.

Nel 2001, così, nonostante l’amore incondizionato di Anfield, decide di lasciare Liverpool. Firmerà, nella finestra invernale, per il Leeeds, dove rimane un solo anno, dal gennaio 2002 al gennaio 2003. Gioca poi tre stagioni al Manchester City, prima di far ritorno, romanticamente, tra la gioia dei suoi tifosi, al Liverpool. Siamo nel gennaio del 2006, la stagione successiva alla quinta Champions League, che Robbie Fowler ha vissuto in tribuna, da tifoso. Dopo un anno e mezzo da comprimario, chiude la carriera tra Inghilterra, Australia e Thailandia. Oggi, grazie ai tanti business che gestisce, è uno dei mille imprenditori più ricchi d’Inghilterra.

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