Newcastle, nota del club ai tifosi: “No agli abiti arabi”

I nuovi proprietari del club hanno rilasciato una nota nella quale spiegano che vestirsi così è culturalmente inappropriato.

20/10/2021

17:15

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(Photo by Ian MacNicol/Getty Images)

A Newcastle c’è grandissima euforia per l’acquisizione dei Magpies da parte del Fondo per gli investimenti pubblici (PIF) dell’Arabia Saudita. L’arrivo dei sauditi, nonostante la squadra navighi al momento nei bassifondi della classifica in Premier League e nella giornata odierna sia stato esonerato il tecnico Steve Bruce, ha scatenato un entusiasmo incontrollabile da parte dei tifosi. Nella gara dello scorso fine settimana contro il Tottenham in tantissimi si sono recati a St.James’ Park per sostenere la squadra e per presenziare al debutto di Al-Rumayyan come nuovo presidente.

Tanti tifosi del Newcastle erano vestiti in abiti tradizionali arabi, cosa che non è passata inosservata e che pare non sia andata giù alla nuova proprietà saudita. Il club, infatti, nella giornata odierna ha pubblicato una nota sui propri profili social nella quale spiega che “Vestirsi così è culturalmente inappropriato e rischia di offendere gli altri”.

Questo il comunicato del club: “Il Newcastle United chiede gentilmente ai tifosi di astenersi dall’indossare abiti tradizionali arabi o copricapi ispirati al Medio Oriente durante le partite se normalmente non indossano tali abiti. Un certo numero di tifosi ha recentemente frequentato il St. James’ Park indossando copricapi e abiti simili, segnando l’acquisizione del club da parte del Fondo per gli investimenti pubblici (PIF), PCP Capital Partners e RB Sports & Media. Nessuno del nuovo gruppo di proprietà è stato in alcun modo offeso dall’abbigliamento dei tifosi che hanno scelto di festeggiare in questo modo. È stato un gesto riconosciuto come positivo e accogliente nel suo intento. Tuttavia resta la possibilità che vestirsi così sia culturalmente inappropriato e rischi di offendere gli altri. Tutti i visitatori del club sono, come sempre, incoraggiati a vestirsi quale sia la norma per la propria cultura o religione, continuando a riflettere le ampie e ricche comunità da cui il club trae con orgoglio il suo sostegno”.