Nino Ragosta (AD di Quadronica): “Vi spiego il successo di Fantacalcio…”

CIP ha incontrato, nei nuovissimi studi del portale, il founder nonché amministratore delegato della società, Nino Ragosta.

01/08/2022

07:30

• Tempo di lettura: 4 minuti

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Calcio in Pillole incontra il mondo di “Fantacalcio”, a cui fanno riferimento milioni di fanta-allenatori ogni anno. Trattasi del portale sportivo dedicato alle notizie calcistiche ma soprattutto leader indiscusso nella gestione di leghe, legate, appunto, al gioco del fantacalcio.

Quadronica Srl è la società editrice di Fantacalcio.it. CIP ha incontrato, nei nuovissimi studi del portale, il founder nonché amministratore delegato della società, Nino Ragosta (qui l’intervista video integrale).

Fantacalcio
Nino Ragosta e Nicola Raiano

Tante sono le sfaccettature racchiuse in questa domanda: quando è nato Fantacalcio?
Fantacalcio è nato per gioco. Eravamo un gruppo di amici, cresciuti insieme, che aveva l’esigenza di giocare a Fantacalcio in modo diverso rispetto a quel momento. Noi giocavamo, grazie all’idea di Riccardo Albini, con carta e penna. Io avevo una piccola Web Agency, e cominciammo a sviluppare dei sistemi che ci permettessero di divertirci di più. Anche perché, diciamolo, il calcio è divertimento. La componente gioco, chiaramente, ha importanza, ma il fantacalcio è innanzitutto “divertirsi con gli amici”. Grazie a questa Web Agency, creammo un sito in omaggio alla nostra lega: non è come oggi, dove il caricamento delle liste avviene da remoto e a distanza, ma a quei tempi ognuno di noi si recava in ufficio a scrivere la propria paginetta di lega, pari alla pagina sportiva di oggi con l’articolo giornalistico sulla giornata appena trascorsa. Quando la distanza tra amici, per diverse esigenze, è diventata importante, abbiamo sviluppato dei modi per giocare anche a distanza. Dopo qualche anno, anche altre persone, hanno iniziato a chiederci di giocare con noi. Man mano il pubblico è cresciuto, ed ecco che la platea è diventata sempre più ampia. Quando tutto è partito, tutto avveniva mediante un forum che, negli anni 90′, era uno strumento di aggregazione unico perché permetteva alle persone di dialogare ma anche permettendo la memorizzazione delle informazioni. 

Quanto è stato determinante Riccardo Albini nella vostra idea di Fantacalcio?
Riccardo Albini è, ufficialmente, il papà di tutti noi. Noi siamo perché Riccardo Albini è stato. Se Riccardo non avesse avuto l’intuizione di portare il fantasy football americano in Italia, adattandolo col nome (registrato) di Fantacalcio, noi non saremmo qui.

Secondo i dati di qualche mese fa, Fantacalcio ha all’attivo oltre 4 milioni di utenti registrati ed app scaricate.
Abbiamo superato, di molto, i 4 milioni di utenti registrati e, mentre ai download delle app, ti dico, non do molto peso. Per me è una metrica di vanità, perché pubblicizzare i milioni di download ha poco senso. Quante volte scarichiamo le app, per poi finire nel dimenticatoio? Per noi conta la gente che gioca. Su questo, ti dico che secondo le stime dell’Università La Sapienza, oltre il 90% gioca a fantacalcio con la nostra app. Questo è quello che conta per noi. 

Che effetto ti fa vedere Fantacalcio così in cima?
Ancora oggi faccio fatica ad abituarmi, proprio perché per me è nato come un gioco. Mi sento estremamente fortunato, anche grazie al mio socio ed amico Luigi Cutolo, con cui ho condiviso questo gioco fin dalle origini. Oggi, anche sul piano giornalistico, siamo tra le primissime realtà italiane.

Grazie anche al fantacalcio, tutti si sentono allenatori. Quanto ha cambiato, questo gioco, il bar sport?
E’ cambiato molto. Il fantacalcio si è semplicemente evoluto, in un mondo calcistico che è cambiato molto soprattutto nella fruizione. Parlare di fantacalcio significa parlare dei giocatori a 360°: il tifoso conosce la sua squadra ma ha una visione limitata, l’appassionato estende la sua conoscenza rispetto al tifoso, mentre il fanta-allenatore è invece analitico perché serve al suo gioco. Il fantacalcio ti aiuta a superare la mentalità da ultrà, perché se un giocatore che ho in rosa segna alla squadra di cui sono tifoso, sarò comunque contento. Il fanta-allenatore sa apprezzare le prestazioni di un giocatore anche se non fa parte della squadra di cui fa il tifo. 

Fantacalcio ha inaugurato, da alcuni mesi, gli studi per le dirette dei nuovi format su Twitch ma anche su altri social. Perché è arrivata la scelta di estendersi ad altre piattaforme?
Questa idea non è nata oggi. Alcuni anni fa, mettemmo sù degli studi televisivi ma i tempi non erano maturi a causa dei costi elevati, il business non era sostenibile. Con l’evoluzione della tecnologia, oggi, è stato più semplice. Il merito di tutto questo è di Alfredo De Vuono, a cui ho dato le chiavi dell’intera macchina. I numeri fino ad ora registrati, sono straordinari: oggi abbiamo 20K di utenti su Twitch. Il prodotto piace, così come i format creati. 

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