Personaggi – Renato Sanches, un talento ritrovato

09/11/2020

09:54

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(Photo by Matthias Hangst/Getty Images)

Nel calcio odierno spesso c’è fretta, tanta fretta.
Non si è quasi mai disposti ad aspettare la crescita di un giovane che ha la naturale e legittima incostanza di chi si è appena affacciato al livello dei professionisti.
Un paio di stagioni storte e si viene etichettati come giocatori finiti, nonostante la propria carriera sia solo all’inizio. Di giovani “bruciati” in questo modo se ne contano a centinaia.
Eppure a volte basterebbe davvero poco ad evitare ciò, ad esempio basterebbe ricordare che si parla di giocatori giovani ai quali serve semplicemente tempo per sbocciare.
La storia di Renato Sanches, 23enne centrocampista portoghese del Lille, ne è l’esempio lampante.

Un inizio travolgente

È il 2006 quando il Benfica mette gli occhi su un ragazzino di 9 anni di nome Renato Júnior Luz Sanches, nativo di Lisbona, che fa faville nelle giovanili dell’Águias da Musgueira.
A Renato bastano solamente 15 minuti di allenamento per convincere gli osservatori ed essere acquistato per 750 euro.

L’ascesa del giovanotto è rapida, com’è naturale che sia per chi corre da un’area all’altra con il pallone incollato ai piedi come se fosse normale amministrazione.
Nel 2014 debutta con la seconda squadra del Benfica, l’anno dopo, a 18 anni, passa nella prima.
La prima stagione è impressionante, sia in campionato che in Champions League. Il primo gol è una perla da più di 30 metri contro l’Académica. Sanches si dimostra un giocatore di grande forza fisica, abile nello sradicare la palla dai piedi degli avversari e nello smistarla ai compagni, dotato di un gran tiro ed inarrestabile quando parte in progressione con la palla.

Sanches solleva il trofeo della coppa di lega portoghese, vinta con il Benfica (Photo credit should read PATRICIA DE MELO MOREIRA/AFP via Getty Images)

Le big d’Europa piombano sul talento di Lisbona. Il Manchester United lo segue, ma l’affondo decisivo lo piazza il Bayern Monaco a maggio 2016 aggiudicandoselo per 35 milioni, che ne fanno il quarto acquisto più costoso della storia del club bavarese. Per di più, considerando i bonus, si raggiungono gli 80 miioni. Sono gli anni in cui le cifre del calciomercato iniziano a salire vertiginosamente, ma un prezzo del genere per un 18enne fa notizia e tutto il mondo del calcio punta su di lui i riflettori per l’imminente Europeo.
Sì, perché Renato è appena diventato il più giovane convocato della Nazionale portoghese in un torneo ufficiale.

Protagonista del trionfo

Sanches esulta con i compagni dopo la rete di Eder nella finale degli Europei (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

La pressione è enorme, ma Sanches in campo è straripante: al 117′ dell’ottavo di finale contro la Croazia una sua progressione box to box, palla al piede, porta al decisivo gol di Quaresma. Cinque giorni dopo, contro la Polonia, Renato batte due record: diventa infatti il più giovane titolare della Nazionale portoghese in un grande torneo e, firmando il pareggio lusitano con un potente sinistro dal limite dell’area, il più giovane marcatore nella fase ad eliminazione diretta degli Europei. Il Portogallo passa il turno ai rigori anche grazie al contributo di Sanches e, dopo aver eliminato il Galles, a sorpresa batte la Francia padrona di casa nella finalissima. Il neoacquisto del Bayern a neanche 19 anni ha vinto l’Europeo, da protagonista.

In difficoltà

(Photo by Marc Mueller/Bongarts/Getty Images)

A Monaco ci si attende molto da lui, che a ottobre vince anche il premio Golden Boy, ma all’improvviso la sua ascesa si interrompe.
Renato fatica ad integrarsi nella nuova squadra, fatica con il tedesco e deve contendersi il posto con gente del calibro di Arturo Vidal e Xabi Alonso. Quando viene chiamato in causa offre prestazioni deludenti, commettendo diversi errori.
A fine stagione Lothar Matthäus lo inserisce fra i flop del campionato.

In estate il Milan di Fassone e Mirabelli prova ad acquistarlo e ci arriva davvero vicino, ma all’improvviso il vicepresidente del Bayern Karl-Heinz Rummenigge si oppone: vuole cederlo solo in prestito secco. La trattativa con i rossoneri salta e Sanches, che aveva già accettato il trasferimento a Milano, si ritrova ceduto a titolo temporaneo allo Swansea, club di bassa classifica in Premier League. Non proprio ciò che si aspettava. L’esperienza oltremanica del portoghese è totalmente da dimenticare e tocca il nadir quando durante un incontro di Carabao Cup Sanches passa il pallone ad un cartellone pubblicitario, scambiando il logo della competizione per un compagno.

Sanches con la maglia dello Swansea (Photo by Stu Forster/Getty Images)

In tanti ormai pensano che il suo passaggio al Bayern sia avvenuto troppo presto. Renato è un ragazzo sensibile e per rendere al meglio ha bisogno del giusto supporto, oltre che di tempo. Niko Kovač, nuovo tecnico del Bayern, sembra intuirlo e all’inizio della stagione 2018-19 si dichiara volenteroso di aiutare Sanches, tornato dal prestito, a sentirsi a suo agio nel club. L’annata si rivela migliore delle precedenti, arrivano anche i primi gol, ma non pienamente soddisfacente. Il Bayern, nell’estate 2019, decide di voltare pagina e cede il portoghese al Lille per 20 milioni di euro.

Sanches al Bayern Monaco (Photo by Matthias Hangst/Bongarts/Getty Images)

Un giocatore rigenerato

La nuova realtà è accogliente, in squadra ci sono altri giocatori portoghesi come José Fonte, suo compagno in Nazionale, la pressione è minore, l’intesa con mister Christophe Galtier è evidente. L’età, 22 anni, è dalla sua. Soprattutto però, gli viene concesso del tempo, senza pretendere exploit immediati.
Qualcosa scatta nella testa di Renato, che inizia ad offrire prestazioni sempre più convincenti. Il 13 dicembre 2019 arriva il primo gol, al Montpellier. A fine stagione Sanches ha uno score incoraggiante: 30 presenze, 4 reti e 1 assist. È iniziata la ripresa.
Le prime partite dell’annata successiva mettono in mostra un ragazzo consapevole dei propri mezzi, in fiducia.

Sanches intento a contrastare il milanista Calhanoglu (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Il 5 novembre 2020 arriva la grande occasione per Renato, la sfida a San Siro con quel Milan a cui era stato tanto vicino nel 2017. È una vetrina importante, non si può fallire. I rossoneri non perdono da 24 partite e sono determinati a vincere per ipotecare il passaggio del turno, ma le cose vanno diversamente. Sanches ci mette pochi minuti a salire in cattedra, prima recuperando e gestendo alla grande palloni su palloni, poi con la specialità della casa, le inarrestabili discese da un’area all’altra. Sul prato verde di San Siro Renato Sanches torna quel giocatore che nel 2016 aveva incantato il mondo. Nel successo dei francesi per 3-0, oltre alla firma del bomber Yazici, autore di una storica tripletta, c’è l’impronta della prestazione monstre di Renato. C’è l’impronta di un ragazzo che ha saputo reagire alle critiche e rialzarsi dopo un periodo buio. C’è l’impronta di un ragazzo che ha fatto tesoro di una delle principali regole dello sport e della vita:

NEVER GIVE UP – MAI ARRENDERSI!

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