Racconto Mondiale: la sciagura di Corea 2002 e la beffa di Moreno

Il terribile e controverso Mondiale 2002: dal bel ritorno di Ronaldo "Il Fenomeno" alla sciagurata Italia-Corea, rovinata da Byron Moreno.

15/11/2022

14:54

• Tempo di lettura: 6 minuti

Tempo di lettura: 6 minuti

(Photo credit should read JACQUES DEMARTHON/AFP via Getty Images)

Per l’Italia, il Mondiale 2002 significa solo Byron Moreno ed il suo incommentabile arbitraggio nel match contro la Corea. La Coppa del Mondo, giocatasi tra Corea del Sud e Giappone, però, non vuol dire solo tragedia e sciagura, ma vede anche il glorioso ritorno del “Fenomeno” Ronaldo e del suo Brasile. Inoltre sarà il primo Campionato Mondiale a tenersi in Asia, nonché il primo a dividersi tra due paesi organizzatori e l’ultimo a prevedere la formula del “golden goal” nelle fasi a eliminazione diretta.

L’Italia del “Trap”: tra le favorite per il Mondiale 2002

mondiale 2002
(Photo by GERARD JULIEN/AFP via Getty Images)

A figurare tra le squadre favorite per la vittoria finale del Mondiale 2002 è proprio l’Italia. Gli uomini di Trapattoni sono un gruppo coeso, compatto, ma soprattutto composto da giocatori di esperienza e al vertice della loro carriera. Tra i pali non poteva mancare la saracinesca Buffon, una certezza, mentre in difesa spazio al terzetto migliore della storia del calcio italiano, formato dal capitano Maldini, CannavaroNesta; a completare la linea a quattro c’era Panucci.

LEGGI ANCHE: OneFootball, nuovo progetto per il Mondiale: protagonisti Vinicius, Manè e tanti altri campioni

La linea di centrocampo era formata da Zambrotta sulla destra e Doni sulla sinistra, mentre in mezzo al campo presidiava la mediana Damiano Tommasi, con al fianco uno tra Di Biagio e Zanetti. In attacco c’era l’imbarazzo della scelta. Lasciar fuori anche solo uno degli attaccanti presenti in rosa era delitto, ma le scelte erano ben chiare. Christian Vieri era la sicurezza, il punto di riferimento. Al suo fianco, da sotto punta agiva un “Diez” fantastico come Francesco Totti. In panchina, pronti a fare scompiglio da subentrati c’erano i vari Del Piero, Inzaghi, Montella e Delvecchio.

Inutile dire che gli Azzurri avessero decisamente una delle rose migliori del torneo, che forse solo il Brasile poteva contrastare. L’Italia di Trapattoni, dunque, parte per Corea del Sud e Giappone con la consapevolezza di essere tra le squadre favorite per la vittoria finale.

Il percorso Azzurro nei gironi

Il girone dell’Italia del Mondiale 2002 è tutt’altro che proibitivo, composta da una debuttante Ecuador e le mine vaganti Messico e Croazia. Gli incidenti di percorso erano da mettere in conto, e nonostante qualche piccola caduta, gli Azzurri riescono a qualificarsi per la fase ad eliminazione diretta come secondi, nonostante una sola vittoria, un pareggio ed una sconfitta, con soli 4 punti. L’arbitraggio è discutibile già dalla fase a gironi, precisamente nella seconda partita del gruppo G, dove l’Italia affrontava la Croazia, con un gol regolare annullato a Bobo Vieri e la rete del possibile 2-2, annullata per fallo molto dubbio.

I primi dubbi verso l’arbitraggio

Il sospetto che nella Coppa del Mondo 2002 non tutto si stia svolgendo in maniera regolare aleggia sempre di più nelle menti degli spettatori. Dopo le decisioni discutibili verso l’Italia, un altro episodio arbitrale che fa aumentare i dubbi è inevitabilmente il calcio di rigore a favore del Brasile nel match del gruppo C contro la Turchia. Il match, bloccato sull’1-1, viene deciso da un fischio di un penality a favore dei verdeoro, fuori di mezzo metro, però, dall’area di rigore.

I “fischietti” sembrano provare compiacenza anche nei confronti della nazione ospitante del torneo: la Corea del Sud. Per esempio nel match decisivo per la fase a gironi dei “bianchi”, l’argentino Sanchez lascia correre su una miriade di interventi fallosi da parte dei Sudcoreani nei confronti del Portogallo, che si vede costretto a perdere la partita per 0-1.

Il disastro del Mondiale 2002: Byron Moreno

mondiale 2002
(Photo credit should read KIM JAE-HWAN/AFP via Getty Images)

Il pranzo del 18 giugno 2002 non riaffiora piacevoli ricordi nelle mente degli italiani. Il fatidico match tra Italia e Sud Corea è solo sinonimo di rabbia e delusione. A condizionare inevitabilmente la partita e a sbattere fuori gli Azzurri dal torneo è un solo uomo: Byron Moreno. La squadra di Trapattoni scende in campo a Daejeon con troppa sicurezza di sé e forse un pizzico di sufficienza, che rende la gara tutt’altro che semplice. Si parte con un rigore a favore della Corea dopo soli cinque minuti per una trattenuta di Panucci in area. Sale sugli scudi Gianluigi Buffon, che neutralizza il penality e mantiene la partita sullo 0-0. La squadra di Trapattoni, dopo lo spavento preso, abbassa la testa e attacca, senza più peccare di sufficienza.

Al 18′ la svolta: Vieri realizza il suo quarto gol sfruttando un bell’assist di Totti: gli Azzurri sono avanti. Il match da qui in avanti si fa complicato, con i Coreani che, seppur non dotati di grandi doti tecniche, possono contare su un arbitraggio nettamente a favore, che gli permette di “rischiare” interventi fallosi senza essere penalizzati. Dopo una serie di fischi a sfavore dell’Italia, è nell’extra time che Byron Moreno sfodera il peggio di sé e rovina il Mondiale 2002 all’Italia. Francesco Totti, infatti, contrastato veementemente dentro l’area, cade a terra e reclama il rigore. Per il direttore di gara ecuadoriano non ci sono dubbi: simulazione e conseguente espulsione.

L’Italia non ci vede più e perde la testa. Lo stesso Trapattoni che cospargeva il bordocampo di acqua santa, inizia a prendere a pugni le barriere di plexiglass che lo dividono dagli spalti. I giocatori sono su tutte le furie. Come se non bastasse, quello che sarebbe stato il golden gol per gli Azzurri viene annullato per fuorigioco inesistente. Oltre al danno, la beffa: al 117′ Ahn Jung-hwan condanna l’Italia alla sconfitta nei quarti di finale, siglando il gol del 2-1 e sbattendo fuori gli uomini del “Trap” dal Mondiale.

La vittoria del Brasile

mondiale 2002
(Photo by ROBERTO SCHMIDT/AFP via Getty Images)

Terza finale consecutiva per il Brasile nei Mondiali, che si trova ad affrontare la Germania in quel di Yokohama. La squadra di Voller accede all’ultimo atto con una pesante assenza: quella di Ballack, sostituito da Jeremies. Parte meglio la squadra tedesca, che rischia poco e crea tanto, senza però concretizzare. Il gol che sblocca la partita non arriva nel primo tempo, è quindi Ronaldo a rompere il ghiaccio al 67′. “Il Fenomeno” approfitta di un errore di Kahn per insaccare il pallone in rete e porta avanti i verdeoro. Völler prova il tutto per tutto, inserendo le forze offensive di  Bierhoff e di Asamoah, che nulla servono, però, a ribaltare il risultato. Arriva infatti il raddoppio del Brasile al 79′ grazie ad una combinazione perfetta con Ronaldo, che insacca nuovamente la sfera in rete. I sudamericani concludono dunque la finale contro la Germania con una vittoria, assicurandosi il titolo del Mondiale 2002, il quinto della loro storia.

Calcio e...

Se il Southampton, tra i club più antichi d’Inghilterra e del mondo, è conosciuto ovunque come i “Saints“,...

Se il Southampton, tra i club più antichi d’Inghilterra e del mondo, è...

08:15

24/11/2022

Il 24 novembre 1874, a San Paolo, nasce Charles William Miller, di cui in poco meno di un secolo e mezzo dopo, hanno mai sentito...

Il 24 novembre 1874, a San Paolo, nasce Charles William Miller, di cui in poco meno...

07:45

24/11/2022