Rai, disastro Mondiale: se si arrabbia anche Montalbano…

Rai, di tutto, di più. Un vecchio claim ricorda che nella tv pubblica l'importante è sorprendersi: il Mondiale, però, è un boomerang.

25/11/2022

01:25

• Tempo di lettura: 4 minuti

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Luca Zingaretti condanna la RAI

Viva la Rai, soltanto il vero dice la Rai, dimmi da quale parte stai. Renato Zero, a risentirlo oggi, sembra Nostradamus. Il Mondiale in Qatar è iniziato da pochi giorni e in molti si chiedono da che parte bisogna stare: le polemiche (logiche) sui diritti umani e i sotterfugi di una competizione sempre più criptica e complessa c’entrano in parte. I dubbi, nell’Italia che fa da spettatrice, sono altri e li porta in auge Fiorello – volto storico dell’azienda di Viale Mazzini che ha, fra le altre cose, “battezzato” la piattaforma RaiPlay – che durante una delle puntate della sua irriverente rassegna stampa si chiedeva se fosse giusto spendere 170 milioni per avere i diritti di trasmissione del Mondiale quando non solo l’Italia non è presente, ma anche il contesto sociale lascia molto a desiderare: è opportuno supportare il Qatar?

La domanda dello showman di Augusta non si perde nell’aria. La Rai risponde chiarendo che un investimento simile è stato fatto prima che l’Italia venisse eliminata alle qualificazioni dalla Macedonia. In altre parole: a rovinare la festa a Fuortes e soci è stato Roberto Mancini. Consapevoli di questo in Viale Mazzini hanno deciso di intraprendere ugualmente questa cavalcata: impossibile tirarsi indietro dopo un simile investimento. Per invogliare il pubblico a vedere le partite e seguire i post gara, Mamma Rai pensa di aggiungere una nota di colore e divertimento. In molti già credevano di poter ritrovare la Gialappa’s Band con il loro “Mai dire Mondiale”. Quelli erano altri tempi, ora c’è la Bobo TV.

Rai, retromarcia Mondiale: i passi indietro della tv di Stato

Una realtà social che prende piede grazie a Twitch, dove Vieri (da qui il nome Bobo TV), Adani, Cassano e Ventola commentano il calcio giocato. Nasce tutto ancora prima del lockdown: i click si susseguono durante e dopo la pandemia. Anche una canzone ufficiale (“Vita da Bomber”) e un tour estivo nei teatri. Il quartetto fa il botto, allora – numeri alla mano – la Rai li chiama e scommette su di loro. La televisione, tuttavia, non è la Rete. Ci sono tempi, e soprattutto, esigenze diverse. L’immediatezza che c’è sul Web in tv va riempita con una parte autoriale che nessuno dei quattro coltiva.

Zingaretti Qatar
L’attore boccia la Bobo TV in Rai

Approssimazione che si somma all’imbarazzo su Twitter quando gli utenti commentano le trovate discutibili che mettono in atto. Segue “Il circolo dei Mondiali” con i medesimi risultati. Il palinsesto per il Campionato del Mondo non ingrana: ad aggiungere benzina sul fuoco determinati e determinanti errori nel corso delle telecronache. La gaffe di Alberto Rimedio sulle “razze” degli arbitri diventa un tormentone negativo. Il telecronista si scusa, ma non basta.

Il suo errore viene perdonato, ma il resto no. Tant’è che la Bobo TV si becca anche un Tapiro d’Oro da Striscia la Notizia per ascolti al di sotto degli standard. Un flop annunciato che in molti adducono alla volontà di boicottare il Mondiale da parte degli italiani per quello che sta succedendo in quelle terre. Consapevolezza che viene accantonata nel momento in cui si lamentano anche volti Rai.

L’imbarazzo di Montalbano

Finché la polemica arriva dalla concorrenza, è possibile anche comprenderlo. Se a screditare la Rai sono i testimonial di rete, allora la situazione cambia: Luca Zingaretti, celebre interprete di uno dei personaggi cult della tv pubblica (Il commissario Montalbano), non riesce a trattenersi. “Rai1 sui Mondiali – scrive su Instagram – è al livello delle tv bulgare degli anni ’80. Canone Rai? Ma perchè?”.

Zingaretti Instagram
Il disappunto social dell’attore

La stoccata è fragorosa, tutt’altro che vincente per la rete ammiraglia che deve fare i conti con ascolti in calo e polemiche dilaganti. Senza contare gli utili persi. Qualora i numeri dello Share, a fine manifestazione, dovessero essere ingenerosi, potrebbe addirittura saltare qualche poltrona. Anche se per farsi alcune domande il momento è già propizio: se si arrabbia persino Montalbano, vuol dire che c’è – davvero – qualcosa che non va. Resta un’impresa ardua cercare di rimediare in poche ore. Neanche il miglior commissario dalla Sicilia in su riuscirebbe a risolvere questo arcano.

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