Serie A, Alberto Bigon: “Per lo scudetto sarà lotta a tre fino alla fine”

Alberto Bigon, ex giocatore del Milan ed ex allenatore del Napoli, ha parlato della Serie A e della lotta scudetto in un'intervista.

07/03/2022

11:30

• Tempo di lettura: 4 minuti

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(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

La lotta per lo scudetto di Serie A si accende, a maggior ragione dopo Napoli-Milan, terminata ieri con la vittoria rossonera. Diverse le opinioni sulla corsa per il titolo, che al momento vede coinvolte maggiormente tre squadre: Milan, Napoli ed Inter. Ha detto la sua anche Alberto Bigon, ex giocatore dei rossoneri ed ex allenatore dei partenopei. Le sue parole a Radio Anch’Io Sport:

Le dichiarazioni di Alberto Bigon

Sul risultato di Napoli-Milan

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“Il risultato determina sempre i commenti nel post partita. Io mi ero permesso di dire prima della gara che Pioli aveva gestito la stagione nel migliore dei modi, dico adesso ancora di più che ha fatto molto bene”.

Il Napoli può ancora arrivare allo scudetto?

“Certo, sarà una lotta a tre fino alla fine. Il Milan ha preso un vantaggio notevole soprattutto sotto l’aspetto psicologico e andrà in campo con la testa più libera fino al termine della stagione”.

Il Napoli ha giocato più basso ieri. Perché?

“Faccio un discorso ampio. Squadre come il Milan sono più abituate a partite del genere. Dal vertice alla base tra i rossoneri c’è più consuetudine a giocare partite del così”.

Sul Milan. È la favorita per lo scudetto?

“Come rosa e organico Milan e Inter si equivalgono molto. I rossoneri per guardare al futuro avrebbe bisogno di un giocatore di altissimo livello, un Lukaku. Giroud e Ibrahimovic stanno tenendo in piedi la baracca ma un grande giocatore sarebbe fondamentale”.

Osimhen era da solo davanti, nonostante fosse l’unico pericoloso. Il Napoli dovrebbe cercarlo di più?

“Le verticalizzazioni sono state trascurate in generale negli ultimi tempi, non solo dal Napoli. Si predilige il palleggio ma secondo il mio punto di vista a volte è più conveniente cercare qualche palla lunga”.

Sulla Juventus e lo scudetto

“Il fatto che Allegri dica che per loro l’argomento è chiuso significa che ci stanno pensando molto. Sarà difficile, quasi impossibile, perché hanno tre squadre davanti e penso che sia difficile che crollino tutte”.

Come mai il Napoli fatica in casa?

“Torniamo al discorso di prima, ovvero l’abitudine a giocare partite di certi livelli, sia in campionato che nelle coppe. La società si è evoluta, è solida, ma manca quel gradino da fare per essere considerata una big in Italia e in Europa”.

Il pensiero di Alberto Bigon sulle tante espulsioni degli allenatori

“Chi ha un certo carattere, vedi Mourinho e Gasperini, fa fatica a contenersi e a gestirlo. Può essere positivo in certi versi ma negativo in altri. Io avevo la fortuna di stare calmo anche nei momenti difficili, non sono mai espulso, ma non è questione di essere bravi, fa parte del carattere”.

Il Milan, visto anche il calendario, è favorita su Inter e Napoli?

“Quando sento parlare di calendario facile richiamo sempre alla memoria Liedholm che diceva che gare con le big si preparano da sole, con le piccole invece è più difficile. Il Milan ha fatto due punti con Udinese e Salernitana, pensate dove sarebbe con quattro punti in più. Queste gare sono delle trappole”.

Sul tempo effettivo

“Sarei favorevole. Bisognerebbe poi ragionare e sviluppare un pensiero su quanto far giocare, non si sarebbero più le perdite di tempo”.

Su Insigne al Toronto

“Avevo fatto la stessa scelta alla fine della mia carriera al Milan, poi sono andato alla Lazio. Capisco la sua scelta e la ritengo positiva e interessante, anche pensando alla famiglia”.

Sulla Superlega

“Sono d’accordo sul fatto che il calcio debba essere di tutti e non solo delle squadre più titolare. Prima solo una squadra per Nazione faceva la Champions, adesso sono quattro, quindi il percorso è già avviato. Certo, non è a circuito chiuso e direi che va bene così”.

L’Italia andrà al Mondiale?

“Sì, penso che ci andremo”.

Chi vincerà lo scudetto?

“Non lo dirò mai, neanche sotto tortura”.

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