Serie A, i campioni d’inverno: la Roma 2003/04

Trascinati dalla coppia d'attacco Totti-Cassano, i giallorossi disputarono un girone d'andata ai limiti della perfezione.

30/12/2021

20:00

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(Photo by Getty Images)

La Serie A 2021-22 è al momento ferma per la pausa natalizia. L’attuale campionato, dopo il girone d’andata, ha visto l’Inter primeggiare con 46 punti raccolti dopo le prime 19 giornate disputate. I nerazzurri, allenati da Simone Inzaghi, hanno così conquistato il simbolico titolo di Campioni d’Inverno con quattro punti di vantaggio sul Milan secondo. Negli ultimi ventidue anni, la squadra prima in classifica alla fine del girone d’andata, solitamente ha sempre vinto il campionato alla fine. Tale circostanza non si è verificata solamente in quattro occasioni, la seconda delle quali nella stagione 2003/04.

LA ROMA 2003/04

Nella stagione 2003/04, al campionato di Serie A partecipavano 18 squadre. Erano gli anni delle famose “sette sorelle”, le sette squadre che almeno sulla carta potevano giocarsi lo scudetto. Tra queste vi era a pieno titolo la Roma del presidente Franco Sensi e dell’allenatore Fabio Capello, il tecnico che nella stagione 2000/01 aveva riportato lo scudetto sulle sponde del Tevere giallorosso a distanza di diciotto anni dall’ultima volta. La Roma in quegli anni poteva contare sull’apporto di giocatori semplicemente fantastici. Basti pensare a Walter Samuel, Emerson e Francesco Totti. In estate nella Capitale erano arrivati calciatori del calibro di Cristian Chivu dall’Ajax, Olivier Dacourt dal Leeds United, John Carew dal Valencia e Amantino Mancini dal Venezia. A questi si aggiungevano giocatori di esperienza già presenti in rosa come i vari Christian Panucci, Vincent Candela, Vincenzo Montella e Marco Delvecchio. In prima squadra cominciò ad affacciarsi con continuità un giovane dalle belle speranze, tale Daniele De Rossi. La ciliegina sulla torta, insieme all’eterno capitano, era, senza dubbio, il talento più scintillante del calcio italiano: Antonio Cassano. La Roma di quella stagione si presentava così ai nastri di partenza della Serie A con tutte le carte in regola per riconfermarsi Campioni d’Italia a due anni di distanza dall’ultima volta.

LA MACCHINA PERFETTA

Nel girone d’andata la Roma in quella stagione diede conferma di quelle che erano le sensazioni della vigilia. La squadra poteva contare su una difesa solida, a tratti praticamente inattaccabile, un centrocampo di sostanza e la classe abbagliante della coppia d’attacco Totti/Cassano coadiuvati all’occorrenza dai vari Montella, Carew e Delvecchio. I giallorossi partirono fortissimo in campionato. Dopo la vittoria esterna di Udine all’esordio, alla seconda giornata il mal capitato Brescia cadde sotto il peso di 5 gol. Nelle successive tre trasferte, gli uomini di Capello pareggiarono contro Juventus, Siena ed Inter ma vinsero a domicilio contro Ancona, Parma e Reggina. Il 9 novembre 2003 allo Stadio Olimpico andò in scena il Derby della Capitale. La Roma vinse la gara negli ultimi dieci minuti grazie ad uno straordinario colpo di tacco al volo di Amantino Mancini e alla zampata del “Puma” Emerson. Dopo il derby, i giallorossi infilarono altre cinque vittorie consecutive contro Bologna, Lecce, Chievo Verona, Modena ed Empoli. Proprio dopo l’ultimo successo contro i toscani presero la vetta solitaria della classifica. Il primo stop in Serie A arrivò la sera della Befana del 2004, quando il Milan trascinato da uno Shevchenko inarrestabile vinse per 2-1. La Roma però riprese il suo cammino e nelle ultime due gare del girone d’andata ottenne i tre punti contro Perugia e Sampdoria. Questi ultimi due successi, certificarono la conquista del platonico titolo di campioni d’inverno da parte dei giallorossi. La Roma nelle prime 17 partite di campionato ottenne 42 punti, perse una sola partita, realizzò 36 gol e ne subì solamente 7. Francesco Totti chiuse la prima parte di stagione con ben 11 gol all’attivo.

LA CADUTA

Una storia troppo bella per essere vera per i tifosi giallorossi. La sconfitta contro il Brescia e soprattutto il pareggio contro il derelitto Ancona la settimana dopo aver rifilato 4 gol alla Juventus all’Olimpico, fecero suonare il primo campanello d’allarme. La Roma però si riprese e nelle successive tre partite segnò 14 gol: 6 al Siena, 4 al Parma e 4 all’Inter. I giallorossi rimasero attaccati alla lotta per lo scudetto sino al 2 maggio 2004 quando a San Siro il Milan che aveva ripreso la vetta della Serie A alla 19ª giornata, vinse per 1-0 nello scontro diretto e conquistò matematicamente il diciassettesimo scudetto della propria storia. La Roma chiuse il campionato al secondo posto con 71 punti. I giallorossi nella stagione 2003/04 hanno fatto registrare il migliore attacco con 68 gol fatti e la miglior difesa con appena 19 gol subiti. A questi dati si aggiungono i 20 gol di Totti ed i 14 di Cassano. Tutto ciò però non bastò per la conquista del quarto tricolore che a distanza di diciotto anni non è ancora arrivato.

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