L'Opinione

Serie A, Milan nuovo padrone e col Napoli avanti di ‘orto muso. Inter, insufficiente il mezzo scippo al Toro

La ventinovesima di Serie A elegge il Milan suo nuovo padrone e, insieme al Napoli, superano le rispettive avversarie con un gol di scarto, usando la tecnica del ‘orto muso di Allegri. Lo stesso Max che, invece, con i suoi bianconeri riesce a portarsi sullo 0-2 nel primo tempo della trasferta contro la Sampdoria senza nemmeno calciare in porta una sola volta. All’Inter, invece, va peggio: non basta il mezzo scippo a Torino per tornare a casa coi tre punti.

Serie A, Milan nuovo padrone e col Napoli avanti di ‘orto muso

Max Allegri può essere considerato il minimo comune denominatore tra Milan e Napoli: i rossoneri sono stati la sua prima big, mentre gli azzurri, nella scorsa estate, lo hanno sognato e corteggiato lungamente prima che arrivasse Spalletti. Ancora oggi, sembra che le due compagini si ispirino fortemente al tecnico toscano e, soprattutto, alla sua teoria del ‘orto muso.

Nell’anticipo del sabato sera di Serie A, al Meazza in San Siro, i ragazzi di Stefano Pioli non hanno sfoderato esattamente una delle loro migliori prestazioni stagionali. Contro l’Empoli, infatti, non sono andati oltre l’1-0. Con un gol dalla distanza, sugli sviluppi di palla inattiva, di Kalulu. Poco gioco, poche emozioni. Massimo risultato col minimo sforzo, che consente ai milanesi di restare in testa alla classifica con tre punti di vantaggio sul Napoli. E proprio la sfida ai partenopei della settimana precedente sembra lontana anni luce per qualità del gioco espresso. L’Empoli di Andreazzoli avrebbe meritato di più, ma l’allenatore, in conferenza, lo aveva anticipato: l’obiettivo era ed è la salvezza, non la zona Champions, pertanto una sconfitta a Milano ci poteva stare tutta. Un po’ veggente, un po’ realista, il tecnico a stipendio di Fabrizio Corsi.

Serie A, Milan padrone. Napoli, trasferta da urlo

Sfida ben più ardua quella affrontata dagli azzurri di Spalletti, in trasferta a Verona. Pessima accoglienza dei tifosi scaligeri ai “colleghi” partenopei: striscione con le bandiere russa ed ucraina, con le coordinate geografiche del capoluogo campano. Oltre la più becera discriminazione territoriale, oggigiorno scopriamo che i supporters gialloblù riescono ad ironizzare (forse?) sulla guerra nell’est dell’Europa.
In campo, la squadra di Adl ha avuto la sua rivincita grazie alla doppietta di Victor Osimhen, uno che di sofferenza se ne intende. I due gol del 9 sono stati seguiti dalla rete della bandiera di Faraoni. Ad onor del vero, oltre alle reti del nigeriano, la discriminante fondamentale è stata il cambio di assetto tattico da parte di Luciano Spalletti: dal classico 4231 al 433 che ha esaltato le qualità di Lobotka – in cabina di regia -, Fabian Ruiz ed Anguissa – nel ruolo di mezzali-. Con buona pace del capitano Insigne, partito dalla panchina ed impegnato solo in occasione del secondo gol del bomber dai capelli color oro. Nella fattispecie, solo perché durante l’esultanza gli ha spiegato come scattare una foto ai tifosi nel settore ospite, dopo aver scippato la fotocamera ad un fotografo. L’istantanea, più che il bomber, l’ha scattata Spalletti: fuori il 24, come già detto, ma anche Piotr Zielinski. Insomma, il messaggio di Luciano ai suoi è chiarissimo: tutti sono utili ma nessuno è indispensabile.

Serie A, Inter: mezzo scippo non basta. Juve, tre gol con tre tiri, ma nel primo tempo…

Nel primo tempo i bianconeri sono riusciti a rifilare ben due gol ai blucerchiati senza tirare mai in porta. Una evoluzione del ‘orto muso di Allegri. Un nuovo record, ovviamente in negativo, del calcio italiano. L’autogol di Yoshida ed il rigore trasformato da Morata hanno inflitto una pena fin troppo severa alla Sampdoria di Marco Gianpaolo. Genovesi, però, colpevoli di non aver riaperto la gara nella ripresa, anche a causa di una massima punizione sbagliata da Candreva. Sabiri ha accorciato nel finale, prima del definitivo 1-3 segnato ancora dal 9 spagnolo. Sarà pur vero che la Vecchia Signora non perde in Serie A da novembre, ma se questo è il livello del calcio italiano non c’è da meravigliarsi delle figure barbine dispensate in giro per l’Europa.

A proposito di scippi, la vera sentenza della ventinovesima di Serie A arriva da Torino. L’Inter, nonostante un clamoroso rigore negato ai padroni di casa, non è riuscita ad andare oltre uno scialbo 1-1, raggiunto, con estrema fatica, nel finale. La risultante in termini di classifica è che i nerazzurri non sono più padroni del proprio destino. Quattro, infatti, sono le lunghezze di distacco dai cugini rossoneri primi in classifica. Ciò vuol dire che, qualora la squadra di Inzaghi dovesse vincere il recupero contro il Bologna, non riuscirebbe ad agganciare la vetta. Dal derby – compreso – sono trascorse sei gare, in cui l’Inter ha totalizzato sei punti, per effetto di due sconfitte (contro Milan e Sassuolo), tre pareggi (con Napoli, Genoa e Torino) ed una sola vittoria contro la Salernitana, fanalino di coda. Di certo, a Simone, spiaze.

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Published by
Luca Cerchione