Southgate: “Contento per l’eredità del ’66, ma ora vogliamo vincere”

L'allenatore della nazionale inglese, Gareth Southgate, ha parlato in conferenza alla vigilia della finale di Euro 2020 contro l'Italia, che si giocherà domani sera alle ore 21:00 a Wembley.

10/07/2021

21:20

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Dopo la conferenza di Mancini avvenuta nel pomeriggio, anche Gareth Southgate, CT dell’Inghilterra, ha parlato in conferenza stampa della partita di domani. Inglesi favoriti nel match, in quanto giocano in casa e vogliono che il “Football is coming home“. Anche di questo, invero, ha parlato l’ex calciatore, ora sulla panchina dei Tre Leoni, che ha subito ringraziato la Regina Elisabetta per il messaggio inviato a lui e alla nazionale: “È stato fantastico ricevere una lettera dalla Regina e riconoscere che i giocatori e lo staff hanno affrontato questo torneo nel modo giusto. Per quanto riguarda domani, siamo in finale e siamo qui per vincere. Siamo soddisfatti della nostra eredità, ma ora vogliamo vincere il trofeo“.

Un appunto anche sullo stato d’animo dei calciatori: “Sono pronti, tatticamente consapevoli e non vedono l’ora. Oggi è stata una giornata normale, tutti i nostri preparativi, specialmente per queste partite a eliminazione diretta, sono stati gli stessi, abbiamo mantenuto coerenza“. C’erano stati, negli ultimi giorni delle polemiche per alcune dichiarazioni riguardanti gli inni nazionali ed in particolare il fischiarli nel pre-partita. Southgate, però, non ha dubbi: “È importante che i nostri fan rispettino gli avversari. Sappiamo che quando siamo all’estero e i fan fischiano il nostro inno, ci ispira ancora di più. Farlo non aiuterà la squadra, possiamo intimidire gli avversari e fischiare durante la partita, ma dobbiamo essere rispettosi.

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La canzone Three Lions (nel cui testo c’è la famosa frase ‘Football is coming home’, ndr)? Non ho voluto ascoltarla per 15 anni, perché era troppo dolorosa. Devi conoscere l’inglese per conoscere il nostro umorismo, è piuttosto unico. Non è arrogante, è prendere in giro noi stessi. L’atmosfera all’interno di Wembley è stata fantastica, quando abbiamo iniziato due o tre anni fa avevamo dei fan che lanciavano aeroplanini di carta. C’era apatia, mentre ora l’energia è fantastica. I giocatori hanno bisogno di calore e supporto“.