Superlega, il CEO Reichart a colloquio con Ceferin

UEFA SUPERLEGA

(Photo by FABRICE COFFRINI/AFP via Getty Images)

Giornata importante per il futuro del calcio europeo il nuovo CEO della Superlega, Bernd Reichart, incontrerà oggi il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin. Il meeting è fissato a Ginevra, a pochi chilometri dalla sede del massimo organo calcistico europeo. Il Ceo della Superlega ha voluto dare la notizia tramite il profilo Twitter di A22 Sports. Sul tavolo c’è lo sviluppo del calcio europeo. Questa sarà la prima volta che i due si incontreranno e ancora non è chiaro il tema del meeting. La volontà della nuovissima Superlega è ben diversa da come è stata presentata. La volontà della competizione è adesso quella di coinvolgere il maggior numero di club possibili per rendere il calcio più fruibile a tutti.

Le parole del CEO della Superlega sull’incontro con Ceferin

Attraverso il video pubblicato con Twitter Reichart comunica le intenzioni di instaurare un dialogo con Ceferin cercando di coinvolgere la UEFA in questo progetto. Queste le sue parole:

“Abbiamo parlato con molti club nelle ultime due settimane, ricevendo riscontri davvero interessanti. Ora il dialogo deve continuare, ne parleremo con la UEFA. Vi terrò aggiornati!”

superlega ceferin
(Photo by DANIEL ROLAND/AFP via Getty Images)
Qualche settimana fa Reichart era stato intervistato presso il quotidiano Tuttosport dove  aveva spiegato che i confronti con tutte le componenti del calcio (dai tifosi alle istituzioni passando per giocatori e club) nascevano dall’esigenza di far nascere un progetto condiviso per un nuovo scenario delle competizioni europee. “Parleremo con tutti coloro che hanno a cuore il futuro del calcio europeo, che è un problema anche di cultura. Il calcio è l’unico sport veramente globale nel mondo. È nato in Europa e si è espanso ovunque nel corso del secolo scorso, ora affronta una crisi di interesse, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni. Possiamo ignorarla, ma il risultato è che il calcio europeo finirebbe per diventare sempre meno rilevante e l’Europa stessa perderebbe un elemento importante della sua cultura”