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Serie A

Udinese, Marino: “Continueremo a stupirvi settimana dopo settimana”

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Udinese Marino

Il direttore dell’area tecnica dell’Udinese, Pierpaolo Marino, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport, in cui ha parlato del magico momento che sta vivendo la squadra. Ecco le sue dichiarazioni, riportate da CalcioNews24.

(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Udinese, le parole di Pierpaolo Marino sul momento della squadra

Su Sottil
«Lui ha realizzato un grande lavoro, non c’è dubbio. Ma va sottolineato che è stato aiutato dall’aver trovato un gruppo unito, con giocatori di qualità, una squadra forte. Poi lo ha facilitato anche il fatto di conoscere un ambiente e un modo di lavorare in cui ha giocato per quattro anni: ero direttore anche allora… Insomma: è tornato in un ambiente che praticamente non aveva mai lasciato e, da allenatore, ha trasmesso ai giocatori le caratteristiche che lo avevano fatto amare da giocatore».

Samardzic e i parallelismi con RIvera
«E anche in questo caso non avete visto ancora nulla di quello che mostra a noi in allenamento. Deve crescere, si deve affinare. Quando è arrivato, l’anno scorso, gli dissi “ti chiamerò Golden Boy”, perché mi ricorda Rivera, ma un rivera mancino e non destro, quindi ancora più “sensibile”. E lo dico a ragion veduta perché sono così anziano – sorride – da aver ancora sfidato Rivera con l’Avellino».

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Sugli obiettivi stagionali e il momento di commozione post Verona

L’obiettivo stagionale
«Vincere partita per partita. Continuare a stupire settimana per settimana. Perché – sorride – vi abbiamo stupiti, vero?».

Commozione nel post Verona
«Mah, non tanto – sorride – Faccio da tanti anni questo mestiere, ma sempre con la stessa passione. E allora in momenti come questi ti senti partecipe, sebbene non protagonista diretto, nel vivere il record nella storia dell’Udinese e la splendida prova della squadra. L’emozione la provi perché non è solo un mestiere: è il sentimento che sta alla base di tutto per poter fare bene la professione. E’ la molla che mi ha spinto a diventare il direttore più giovane in avvio di carriera e quello più anziano adesso».