Uefa, Calcio Femminile contro il Mondiale ogni due anni

Duro comunicato della Uefa a supporto del calcio femminile e contro l'ipotesi della FIFA di organizzare il Mondiale ogni due anni.

04/10/2021

21:00

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(Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

La FIFA sembra intenzionata ad andare fino in fondo, circa la possibilità di disputare il Mondiale ogni due anni. La proposta ha già sollevato la contrarietà di molti enti autorevoli del mondo del pallone, compreso il presidente Uefa Aleksander Ceferin. Proprio la Uefa, in un comunicato congiunto con numerose leghe del Vecchio Continente, ha attaccato la proposta, supportando la visibilità e lo sviluppo del Calcio Femminile che verrebbe messa a rischio dall’ipotesi paventata dalla FIFA. Ecco i tratti più importanti del comunicato.

MANCANZA DI OMOGENEITÀ TRA CALCIO MASCHILE E FEMMINILE“Il Mondiale ogni due anni avrebbe un profondo impatto sportivo, economico, sociale e molti altri impatti dannosi che altereranno fondamentalmente il corso e lo sviluppo del gioco femminile. Il rapporto simbiotico tra tutte le parti del calcio mondiale richiede una riflessione dettagliata e ponderata prima di raggiungere qualsiasi decisione definitiva sul futuro del calendario internazionale delle partite maschili e femminili. Ad oggi questo processo non ha ancora avuto luogo”.

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PROBLEMI ORGANIZZATIVI – “L’ipotesi aggiungerebbe ulteriore congestione al calendario maschile (e femminile) con più tornei finali maschili che ostacoleranno la visibilità e la crescita delle competizioni giovanili femminili, di club e nazionali e dei campionati nazionali femminili in tutto il mondo”.

MANCANZA DI RISORSE – “Metterebbe ulteriormente a dura prova le risorse tecniche, mediche e amministrative disponibili per le calciatrici delle squadre nazionali femminili, in quanto viene eliminata la necessità di disporre regolarmente per tutto l’anno di tali competenze e le risorse sono concentrate sulle competizioni maschili”.

INTERRUZIONE DEL PERCORSO DI ‘PROFESSIONALIZZAZIONE’ DEL CALCIO FEMMINILE – “La professionalizzazione e l’investimento nelle leghe nazionali, e quindi l’ambizione di creare un lavoro significativo a tempo pieno per le giocatrici e strutture che offrono un ambiente d’élite. Ci sono ancora pochissime leghe professionali a tempo pieno nel mondo”.

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