Vlahovic, le parole del suo primo presidente: “È un vincente nato”

Vlahovic, il suo presidente: "Il suo carattere emergeva meglio nelle partite in cui eravamo sotto nel punteggio. Dava il 100% di se stesso".

13/03/2022

11:00

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(Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Nebojša Pejović è il presidente e fondatore dell’FK Altina Zemun, squadra serba che a un anno dal ventesimo anniversario della sua nascita può già festeggiare il suo più grande successo: aver regalato al mondo il talento di Dusan Vlahović. Il giocatore serbo è, ora, un attaccante della Juventus, ma il suo talento è esploso durante gli anni alla Fiorentina.

Vlahovic
(Photo by ALBERTO PIZZOLI/AFP via Getty Images)

Vlahovic, le parole del presidente che lo ha scoperto

La nostra è una scuola calcio privata, fondata nel 2003”, racconta oggi Pejović in esclusiva a gianlucadimarzio.com; “da noi giocano bambini fra i 6 e i 14 anniIl nostro obiettivo è insegnare loro gli elementi basilari del gioco: coordinazione, capacità motorie e tutti i princìpi tecnici. Quando ho fondato l’Altina il mio intento era consentire ai bambini di muovere i primi passi nel calcio, mettendoli nelle condizioni di cui hanno bisogno a quell’età. In molti anni di lavoro abbiamo vinto trofei in Serbia e anche all’estero, ma soprattutto dalla nostra scuola sono usciti ragazzi che ora giocano nei massimi campionati europei. Uno di loro è Uroš Račić, oggi al Valencia; poi c’è Vladan Djekić, che è stato nelle giovanili dell’Inter, e mio figlio, Nikola Pejović, che è passato dall’Empoli. Qualcuno comincia subito con noi, qualcun altro lo individuo io con la mia attività di scouting”. E Vlahović? “Dušan ha fatto tutta la trafila nella nostra Academy, dove è rimasto dai 6 ai 14 anni. Era un bravo bambino, gioioso e spumeggiante; fin da piccolissimo, amava il calcio. E poi era pieno di talento: non era difficile notarlo”.

“Vlahovic è un vincente nato. Il suo carattere emergeva meglio nelle partite in cui eravamo sotto nel punteggio. Dava il 100% di se stesso, lottava fino all’ultimo minuto, aveva una missione: ribaltare il risultato. Non mollava mai: era in quelle occasioni che capii che aveva ogni requisito per diventare, un giorno, un grande calciatore”.