1 Football Club, gli interventi di Bellinazzo, Orrico e Bordin

La diretta testuale di 1 Football Club, il programma condotto su 1 Station Radio da Luca Cerchione.

09/03/2022

13:08

• Tempo di lettura: 8 minuti

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1 Football Club

Il mondo di Calcio in Pillole continua ad evolversi e a cambiare. Sempre nella direzione che amiamo: quella del racconto calcistico. Cerchiamo sempre di tenervi aggiornati su quelli che sono i temi del mondo del calcio, dalle news agli approfondimenti, passando per le parole dei diretti protagonisti, per finire alla nostra presenza negli stadi per raccontarvi gli eventi live.

Per i nostri lettori, la diretta testuale di 1 Football Club, il programma condotto su 1 Station Radio da Luca Cerchione in onda in tutta la Campania ed in streaming sul web. Sul nostro sito, tutti i giorni, dalle 12.00 alle 13.00, troverete le dichiarazioni dei numerosi ed importanti ospiti del programma radiofonico. Ecco quelli di oggi: Marco Bellinazzo, giornalista del “Sole 24 Ore”, Corrado Orrico, ex allenatore di Inter ed Empoli e Roberto Bordin, allenatore della Moldavia.


Interviene Bellinazzo

Il punto sulla situazione globale nel calcio

“Ci auguriamo che questo periodo sia il più breve possibile. evidente che il percorso he moli avevano avviato dei tagli dagli ingaggi e riduzione dei costi va perseguito con ancora più forza. le prospettive sono di un allentamento dell’economia, anche per la guerra”. 

Su Liverpool-Inter: peserà economicamente l’uscita dalla Champions League?

“Peserà poco, nel senso che il budget prevedeva l’approdo agli ottavi. In questo senso è in linea con le previsioni. La bella prestazione di Liverpool consente all’Inter di posizionarsi più in alto nel panorama calcistico internazionale. Ottimo per attirare nuovi brand e contratti”.

Sull’internazionalizzazione del Napoli

“Dalle norme emanate dal governo durante la pandemia, si è data la possibilità di fare una perizia per valutare il marchio, per il valore che è iscritto a bilancio. Andando a rivalutare questo brand, stimando quali possono essere gli introiti commerciali. Questa è un’operazione che hanno fato diversi club di Serie A per sostenere il momento.

È un’operazione che sarebbe importante, quella di avviarsi in un percorso di internazionalizzazione del brand. Si aprono diverse strade in quel caso, per capire in che modo aumentare i ricavi e sfruttare la popolarità del brand, utilizzando anche network e social. Sarebbe importante anche per il Napoli intraprendere questo percorso. Su questo aspetto però non ho avuto riscontri”. 

Come si fa a progettare un business plan di un club appena acquistato? Come la Salernitana

“Diciamo che nel caso specifico della Salernitana, in qualche modo la categoria si conosce. Difficile che la Salernitana possa restare in Serie A insomma. Per chi deve pianificare, l’anno successivo i dati di contesto sono essenziali. Per la Salernitana ci sarà da mettere tanti soldi. Solo da diritti tv stando in Serie A guadagni circa 30 milioni. La Salernitana può contare sul paracadute, che è all’incirca di 15 milioni. A quel punto viene pianificato un budget e quello che può essere un monte ingaggi. Il problema è che ad ora la Salernitana ha tanti giocatori, e sarà difficile abbassare il monte ingaggi. Il prezzo di acquisto è stato relativamente basso per un club di Serie A”.

Qual è un investimento medio che una società sportiva dovrebbe fare per costruire una struttura privata?

“Penso che tutti abbiano la consapevolezza di quanto sia importante uno stadio di qualità, che abbia tanti servizi. Evidente che tutto deve essere commisurato in base al contesto, al bacino d’utenza. Uno stadio da 50mila posti moderno potrebbe costare tra i 300 e i 350 milioni di euro”.

Sulla questione Amazon

“Sono situazioni complesse da analizzare. Come detto Amazon ha grandissimo interesse nei diritti tv dello sport business. La notizia di queste ore è che un concorrente di Amazon ha acquistato i diritti tv del baseball. C’è grandissimo interesse da parte di queste realtà verso lo sport. Difficile che si avvicinino ad altri club, potrebbe essere controproducente nell’ottica del marketing. C’è tantissimo interesse dello sport business americano nei confronti dei club italiani. Vedremo se ci sarà anche verso il Napoli”. 

Interviene Orrico

Sulla scelta di far partire fuori Dzeko contro il Liverpool

“Chi ha sostituito Dzeko è stato il migliore di tutti. La decisione era inaspettata. Il vero problema della partita è che loro erano veramente forti. L’Inter ha fatto però la sua parte”.

Perché ancora oggi in Italia siamo così inferiori ai competitor?

“Lì c’è un lavoro settennale. Il Liverpool si è preso giocatori da 60/70 milioni, ha i migliori giocatori ogni anno. È tra le squadre più forti al mondo. Sono più scarse le squadre italiane, inutile girarci attorno. Sono più forti le altre. Il calcio, siccome è galantuomo, nel lungo periodo fa sempre vincere i migliori. Le nostre squadre più forti non sono all’altezza delle altre”.

La valutazione sulla stagione di Inzaghi

“Ha portato un pizzico di eleganza in più. Per giudicare bene bisogna aspettare la fine del campionato. Se non vince lo scudetto, le recriminazioni sull’addio di Conte ci saranno”.

Sulla corsa scudetto: il Napoli quali obiettivi ha in questo campionato?

“Non lo so, bisognerebbe chiederlo a Spalletti e De Laurentiis. La squadra è forte, ma contro il Milan ha affrontato il match con tre mezze punte, ed il Milan con tre mediani. Pioli non ha fatto una partita difensiva. Ha solo fatto una scelta concreta, mettendo in mezzo al campo giocatori che avessero gamba e idee”.

Nel Napoli c’è qualcosa da ambiare verso il match contro il Verona?

“Il Verona non è il Milan, ma gioca un buon calcio. Pertanto a Verona non è che Spalletti debba cambiare. Con quella squadra il Napoli ha fatto i punti che ha fatto. Nei big match sarebbe servito mettere un uomo di gamba in più in mezzo al campo per me”. 

Nel calcio italiano mancano gli investimenti?

“Non è che mancano i soldi. Chi li tirava fuori si è stufato, mentre i mecenati stranieri dopo l’entusiasmo dei primi anni hanno tirato i remi in barca. Rimane l’Inter, che ha fatto un ottimo mercato”.

Sulla stagione dell’Empoli

“L’Empoli ha come prospettiva il lancio di giovani e la salvezza. La seconda è vicinissima. Gli obiettivi li hanno centrati tutti e due”.

Il Napoli può ancora sognare lo scudetto?

“Sì, anche perché il calcio è sorprendente. A volte le squadre vanno in crisi e non riescono più ad uscirne, ed il Napoli deve puntare su quello”. 

Interviene Bordin

Sulla Moldavia, che sta dando aiuti all’Ucraina

“Sta aiutando come un po’ tutte le nazioni vicine. Ci sono tanti profughi. La Moldavia sta dando una grandissima manco agli ucraini”.

Sulla situazione di Atalanta e Spezia

“Lo Spezia sta ancora scontando i punti importanti che ha fatto contro Napoli, Genoa e Milan. Hanno ancora questi quattro punti sulla terzultima, il Venezia, ma avranno scontri diretti decisivi nelle prossime tre partite, fatali per la classifica. L’Atalanta ha avuto un po’ di calo, è vero. Molti alti e bassi rispetto al solito. Si sta cercando di agguantare punti importanti per entrare in Champions League. Al momento quarta c’è la Juventus, che zitta zitta sta puntando anche a vincere lo scudetto. In ogni caso di cono ancora 10 partite”.

Ha più possibilità di arrivare in Europa l’Atalanta o di salvarsi lo Spezia?

“Penso che l’Atalanta abbia fatto vedere che è un club che può stare ad altissimi livelli. Lo Spezia ha fatto passi importanti. Tutte e due hanno possibilità di far bene”.

Giusto ingaggiare un calciatore simbolo polacco, come Glik come tecnico della Nazionale? 

“Chi decide queste cose sono persone preparatissime. Saranno state fatte mille considerazioni e valutazioni. Credo che sia una valutazione fatta sulla persona, su quel che ha fatto, non solo sul campo ma anche fuori. Bisogna poi capire quanto può dare alla nazionale che allenerà. La cosa più giusta è considerare la persona prima di capire che tipo di allenatore è”. 

Su Insigne: in ottica Nazionale può dare qualcosa in più a Mancini?

“Credo che Insigne possa ancora dare tanto al Napoli. È stato altalenante ma non ha fatto così male. Specialmente negli atteggiamenti è positivo e propositivo e cerca di fare bene per il club. Quando vai in nazionale però c’è qualcosa in più che tiri fuori per raggiungere l’obiettivo. Può essere un’arma in più per Mancini. Ci sono stimoli ed emozioni che possono tirare fuori quel qualcosa in più”.

I motivi del calo dell’Italia

“Ovvio che la vittoria dell’Europeo a livello mentale, anche inconsciamente, tra l’impegno dei club può cambiare qualcosa a livello mentale. Penso che Mancini abbia le qualità per ricaricare le energie. Sicuramente ci saranno giocatori diversi che non erano all’Europeo. Questa scelta sarà fatta in base alla partita, che è la più importante per l’Italia. Non credo che siano appagati, ma sono partite difficili. Qui è come in campionato, devi cercare di trovare le forze giuste per cancellare quel passato e pensare al futuro. Riallacciandomi a Insigne: sta facendo un buon campionato. Può dare una grande mano sia al Napoli che alla Nazionale in questo momento”.

L’operato di De Laurentiis fino ad ora

“Il bilancio è positivo, ovvio. Penso che De Laurentiis abbia fatto un grandissimo lavoro. Lui è sempre chiaro sui contratti e coi giocatori. Sta lavorando con l’allenatore attuale per raggiungere lo scudetto. Hanno speso anche tanto sul mercato, Osimhen su tutti, questo per raggiungere qualcosa anche a livello internazionale”.

Manca qualcosa a livello internazionale al Napoli?

“Se manca qualcosa lo dirà la classifica a fine anno. Sono momenti più o meno felici. Contro il Milan non ci voleva la sconfitta, ma son partite che vanno così. La partita doveva andare così, ma ci hanno provato. L’atteggiamento è quello giusto”.

Sul Bologna: Gattuso può essere il prescelto per sostituire MIhajlovic in panchina?

“Gattuso ha fatto un grande lavoro a Napoli ed anche prima. Mi piace molto, è genuino e diretto, oltre che essere preparato. Questo suo essere diretto a volte lo ha penalizzato magari. Di sicuro sarei contento per Gattuso perché quella è una piazza importante. Anche Mihajlovic, come Rino non ha tanti peli sulla lingua. Mi dispiace perché, nonostante abbia tardato un po’ in classifica, il Bologna non è così a rischio per la parte bassa”.

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