Barcellona, per la prima volta nella sua storia La Masia apre alle calciatrici

Il club catalano permetterà a 9 calciatrici di vivere e studiare all'interno della struttura.

08/09/2021

17:20

• Tempo di lettura: 2 minuti

Tempo di lettura: 2 minuti

La Masia, struttura in cui dal 1979 si formano le nuove promesse del Barcellona, è pronta ad una svolta storica.
Per la prima volta, infatti,  9 calciatrici potranno vivere e studiare presso la residenza in cui grandi leggende blaugrana hanno mosso i primi passi. Nella struttura sono già presenti 106 atleti: 52 per il calcio maschile, 17 per il basket, 11 per la pallamano, 9 per il roller hockey e 8 per il futsal.

I grandi successi ottenuti nell’ultima stagione dalla squadra femminile del Barça, con il Triplete e la conquista della prima, storica, Women’s Champions League, hanno portato il club a decidere d’investire di più sul calcio femminile.

 Ad accogliere ieri Alba Caño, Berta Doltrafill, Clàudia Riumalló, Judit Pujols, Laura Coronado, Lucía Corrales, Martina Fernández, Ona Baradad e Miritxell Font  all’interno della struttura c’erano il presidente Joan Laporta e l’allenatrice della squadra femminile del Barcellona, Alexia Putellas.

 “Si tratta di un momento storico, il club ha aperto la porta all’uguaglianza di genere che rientra nella filosofia Mes que un club che da sempre è alla base di questa società e a cui dobbiamo sempre essere fedeli.”

Sono state le parole del presidente blaugrana, che ha poi aggiunto:

“La Masia è uno spazio in cui vogliamo prima di tutto sviluppare persone perché questo li aiuterà anche a diventare grandi calciatori e, inoltre, è uno spazio che deve formare la spina dorsale dei nostri valori . Sentire i valori del Barça è la chiave per restituire l’eccellenza al club.”

A fare eco al presidente anche l’allenatrice Putellas:

“Alla Masia non si sviluppano solo calciatori, ma anche persone. Il Barcellona sta facendo passi importanti verso l’uguaglianza, passi che rendono ancora più grande la filosofia Mes que un club e che ci rendono ancora più orgogliose di indossare questa maglia”.