De Zerbi sul futuro: “Resto alla Shakhtar un altro anno. Parma? Nessun contatto”

De Zerbi non vuole sbottonarsi troppo sul suo futuro. Il tecnico vorrebbe rimanere in Ucraina, ma la situazione non garantisce nulla. Il Parma segue.

16/05/2022

15:20

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Shakhtar Donetsk's Italian head coach Roberto De Zerbi attends a training session at Turkish Football Federation's (TFF) facilities during their Global tour match for peace in Istanbul, on April 13, 2022. - The players of Ukraine's perennial football champions Shakhtar Donetsk train in Turkey since the invasion by Russia of their state. (Photo by Ozan KOSE / AFP) (Photo by OZAN KOSE/AFP via Getty Images)

Il futuro di Roberto De Zerbi, nonostante le smentite è tutto da decifrare e da risolvere. Il tecnico partito dall’Italia la scorsa estate, si attendeva con lo Shakhtar Donetsk sicuramente un’annata diversa: la Guerra ha bloccato tutto e non solo, finendo per mettere anche in pericolo la sua stessa incolumità. Viste le insicurezze legate al ripartire del campionato ucraino, sul tecnico sono uscite numerose voci molte delle quali parlavano di un ritorno in Italia, con la suggestione legata al Parma.

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(Photo by Ozan KOSE / AFP) (Photo by OZAN KOSE/AFP via Getty Images)

 

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Futuro De Zerbi: le parole del tecnico

Intercettato dai microfoni di Sky Sport, il tecnico De Zerbi ha voluto allontanare le voci legate al suo possibile ritorno in Italia già dalla prossima stagione. A margine del riconoscimento al tecnico ex Sassuolo del premio Bearzot, De Zerbi ha così parlato: “Questo premio mi rende molto orgoglioso, devo felicemente condividerlo col mio staff, quello che ho fatto io l’hanno fatto loro. Mi sento di dire che non penso che abbiamo fatto qualcosa di straordinario, ma le cose che andavano fatte. Mi mette in imbarazzo il clamore venuto fuori su un gesto naturale“.

Sul futuro: “Non lo so, sono in attesa. Non tanto contrattualmente, perché ho il permesso e l’invito di trovarmi un’altra squadra. Sto aspettando, più per me che per quanto possa essere importante per loro: rifare un altro anno là vorrebbe dire chiudere una ferita, almeno parzialmente, di una squadra, uno squadrone, che mi è stata tolta dalle mani. Smembrata non per cause calcistiche: è una cosa che un allenatore che vive per crescere e far crescere i giocatori è difficile da immaginare“.

Sul Parma: “Non mi marca stretto. Non ho mai sentito nessuno e non ho sentito nessuna squadra italiana. Vediamo, io chiaramente sono italiano e l’Italia è il Paese più bello di tutti, dove si vive meglio che altrove. Poi cerco le condizioni giuste per allenare: se in Italia, sono più contento. Se fuori, vuol dire che migliorerò sotto altri aspetti“.

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