Galeone sulla Juve di Max: “Con dei ritocchi anno prossimo può competere per scudetto”

Giovanni Galeone, l'ex allenatore del Pescara anni '90 dove giocava Max Allegri, parla della Juve allenata dal suo pupillo. Ecco i dettagli.

05/04/2022

11:15

• Tempo di lettura: 4 minuti

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(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Il mentore di Massimiliano Allegri, l’ex allenatore Giovanni Galeone durante un’intervista a La Gazzetta dello Sport ha parlato dell’ultima partita della Juventus e del futuro della squadra di Max. Sul derby d’Italia perso giocando bene contro l’Inter, l’ex allenatore del Pescara degli anni ’90 ha dichiarato di non essersi spinto a guardare oltre il primo rigore di Hakan Çalhanoğlu, quindi irritato proprio come il suo pupillo in scintille a bordo campo.

Giovanni Galeone
(Photo by FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images)

L’intervista di Giovanni Galeone ai taccuini de La Gazzetta

Ecco le parole di Giovanni Galeone sulla squadra allenata dal suo pupillo:

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La svolta offensiva. “Era da tempo che non vedevo la Juventus giocare così bene: la avrei voluta vedere ancora un po’ più offensiva, in certe situazioni superata la metà campo tornava indietro a ragionare, mentre avrebbe dovuto continuare l’azione offensiva concludendola. Però bene. E molto bene per almeno venti minuti”.

Questo modulo per il futuro. “Una volta che Max sa di arrivare in Europa, farlo da terzo o da quarto non cambia granché: sfrutterà questa fase per sviluppare un progetto che gli permetta di tornare primo. Serve migliorare davanti: ormai una certa sicurezza di un “piano B” lo ha già, ha
fatto 16 risultati utili consecutivi… La difesa c’è, ma non vinci lo scudetto col decimo attacco”.

Scudetto sì o no. “La Juve poteva arrivare al massimo a 83 punti, io sono d’accordo con Max che ne serviranno almeno 84, anche se la vittoria del Napoli con l’Atalanta rischia di alzare la quota. Ma c’è la possibilità per fare le cose buone nel prossimo anno, il progetto può andare avanti. Se è vero che hanno preso Rudiger, con altri tre ritocchi scelti bene la Juve può davvero competere per lo scudetto”.

Nuovi acquisti per prossimo anno. “Giocatori di alta qualità tecnica per migliorare il livello da metà campo in su. Se va via Dybala sicuramente uno che abbia “piede” in quella parte di campo, e poi uno che non hanno più trovato dopo Pjanic. E magari chi possa aiutare Vlahovic, vedendo anche cosa succede con Morata. Devono avere anche la “stazza”, non solo fisica, da Juve: la squadra delle due finali di Champions aveva Khedira, Dani Alves, Mandzukic, gente che sapeva stare in campo. In passato la Juve se doveva rinforzarsi guardava i più forti in Italia, nei rispettivi ruoli. Erano Higuain e Pjanic? Piazzava i milioni che servivano e li portava via. Dovrebbero rifare così, prendere giocatori che possono dare una svolta. Lo hanno fatto con Vlahovic, ho letto di Rudiger che va benissimo, su quella linea ci sono Milinkovic-Savic della Lazio oppure in Europa qualcuno come Dembelé del Barcellona”.

Per la difesa. “Un centrale di sinistra serve, lui è molto bravo: con De Ligt forma una coppia notevole, alza il livello. Chiellini sta facendo benissimo, ma serve rimpiazzarlo con chi può giocare con continuità da centrale di sinistra: né Bonucci né De Ligt possono farlo”.

Per il centrocampo. “Ho visto un Rabiot forse non ai livelli del Paris Saint Germain, ma quasi: sei-sette anni fa mi aveva fatto innamorare. Ha dimostrato che tipo di giocatore può essere: se viene davvero ritrovato è importante, ma anche Zakaria può servire”.

Giovanni Galeone
(Photo by FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images)

In attacco Vlahovic e… “Per ora è un grande giocatore da squadra media: per diventare un grande da Juve deve migliorare. Lo sa lui benissimo e lo sa il club: quello che ti basta in Italia per saltare l’uomo e fare gol non basta a livello europeo. Io andavo spesso a Milanello quando allenava Allegri: allora avevano appena comprato El Shaarawy. Era abituato ad allenarsi a Genova, al Milan in partitella si trovava di fronte Thiago Silva, Nesta. Col cavolo che con quello che faceva lui li saltava, mai nella vita. Doveva capire che servivano altre cose”.

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