Il processo della FIFA a carico del Presidente del PSG

La tempesta intorno (e interna) al PSG non accenna a calmarsi. Dopo la rissa nella partita contro il Marsiglia e la squalifica a Di Maria, è arrivata la richiesta di ventotto mesi di detenzione per il Presidente Nasser Al-Khelaïfi.
L’imprenditore qatariota è anche Amministratore Delegato dell’emittente televisiva beIn Sport ed è coinvolto in questa veste in un processo della FIFA le cui indagini sono iniziate nel marzo 2017 per la concessione dei diritti TV di diverse edizioni dei Mondiali e della Confederations Cup. Oltre a lui tra gli indagati compaiono Jérôme Valcke, ex Segretario Generale della FIFA, e Dinos Deris, uomo d’affari greco.

LA VICENDA

Tutto inizia a ottobre 2017, quando le autorità svizzere emettono un comunicato che notifica l’apertura di un procedimento disciplinare a carico dell’ex Segretario Generale della FIFA Valcke, dell’AD di beIn Media Group Al-Khelaïfi e di un uomo d’affari nel settore dei diritti televisivi, che si rivelerà in seguito essere Deris. Nella nota si legge che i tre sono indagati per corruzione di privati, mentre a carico del solo Valcke ci sono accuse di frode, amministrazione criminale e falsità in atti.

Secondo le ricostruzioni dopo mesi di indagine, Valcke ha accettato dei vantaggi indebiti da Deris e da Al-Khelaïfi in cambio della concessione dei diritti TV in certi Paesi dei Mondiali tra il 2018 e il 2030. Il coinvolgimento del Presidente del PSG è, però, relativo solo alle edizioni 2026 e 2030.

Il giorno dopo la diffusione di questa nota, la Guardia di Finanza di Sassari sigilla una residenza turistica di lusso in Sardegna. Quest’immobile, denominato Villa Bianca e ubicato a Porto Cervo, è il mezzo corruttivo che gli inquirenti ritengono Al-Khelaïfi abbia usato per ottenere i diritti in Nord Africa e Medio Oriente per beIn Sport dei Mondiali 2026 e 2030. La villa, infatti, appartiene a una società dello stesso Al-Khelaïfi, che l’ha acquistata nel 2013 in vece di Valcke. L’ex Segretario Generale della FIFA ha poi beneficiato dell’uso esclusivo della villa per diciotto mesi a titolo gratuito. Le stime dicono, però, che avrebbe dovuto pagare una pigione tra 900mila e un milione e 800mila euro.

Nell’inchiesta giudiziaria è rientrata anche una tangente di un milione e 250mila euro a beneficio di Valcke da parte di Deris per far ottenere i diritti dei Mondiali tra il 2018 e il 2030 a MP&Silva, un marchio internazionale di distribuzione di eventi sportivi. MP&Silva è la stessa società che nel 2013, periodo a cui si riferiscono gli eventi, ha acquistato dalla TAF i diritti per il campionato greco in Giappone per la stagione 2014-15. Dinos Deris era già al tempo AD della TAF.

IL PROCESSO

Le indagini hanno portato all’ultima audizione degli imputati prima del processo nel dicembre dello scorso anno. Le accuse delineate sono corruzione passiva, ripetuta amministrazione infedele qualificata e falsificazione in atti per l’ex numero 2 della FIFA, mentre ad Al-Khelaïfi e a Deris viene ascritto il reato di istigazione all’amministrazione infedele commessa da Valcke; Deris è, inoltre, accusato di corruzione attiva. Sono state ritirate le accuse di corruzione di privati tra Valcke e Al-Khelaïfi, presenti nell’ipotesi iniziale e contenute nel comunicato del 2017.

Villa Bianca

Al centro delle indagini c’è l’acquisto di Villa Bianca nel 2013 da parte del Presidente del PSG, che ne ha concesso l’uso gratuito a Valcke e che, secondo gli accordi, avrebbe dovuto cedergliene la proprietà dopo due anni. Nel settembre 2015 Valcke è stato sollevato dall’incarico nella FIFA e il passaggio di proprietà non si è concretizzato. In cambio della villa, Valcke ha avviato trattative con beIn Sport per i diritti dei Mondiali 2026 e 2030 senza indire un bando di gara.

Falsificazione in atti

Un altro capo d’accusa per Valcke è quello di falsificazione in atti e si riferisce alla tangente ricevuta da Dinos Deris. L’affarista greco ha effettuato tre bonifici per un totale di un milione e 250mila euro in favore di Sportunited, amministrata dal solo Valcke. Questo denaro figura nel bilancio della società come un prestito. Deris è per questo accusato di ripetuta corruzione attiva.

Il dibattimento è iniziato il 14 settembre scorso presso il Tribunale Penale Federale di Bellinzona, in Svizzera, e durerà due settimane. La FIFA, costituitasi nel processo come parte civile, chiede a Valcke il risarcimento di una somma tra 1,4mln e 2,3mln di euro per l’utilizzo di Villa Bianca e la restituzione, insieme a Deris, di un milione e 250mila euro.

Richieste di condanna

Dopo la prima settimana di testimonianze e audizioni alla sbarra, due giorni fa sono arrivate le richieste di condanna dell’accusa. Il procuratore federale Joel Pahud ha chiesto 36 mesi di detenzione per Valcke, 28 per Al-Khelaïfi e 30 per Deris. Ha, tuttavia, ammesso l’eventualità di sospendere una parte della pena con la condizionale. Su Al-Khelaïfi il PM ha anche aggiunto, come riporta Le Progres, che è un uomo “che non ha mai smesso di mostrare disprezzo per le regole etiche del calcio e delle istituzioni giudiziarie svizzere”.

PRESCRIZIONE

Una tematica importante è quella della prescrizione. La scorsa primavera un altro processo FIFA è stato stroncato dalla scadenza dei termini previsti per l’estinzione del reato. Si tratta del processo per presunte irregolarità nell’assegnazione alla Germania dei Mondiali 2006, quelli tanto vividi nei ricordi di noi italiani. Il 27 aprile è scaduto il termine di prescrizione, per questo il procedimento giudiziario non è più andato avanti.

In questo processo la prescrizione decorre dal prossimo novembre; Valcke, prevedibilmente, ha tentato di rallentare i tempi presentando diverse richieste di ricusazione verso l’ex procuratore generale e suoi collaboratori.

INFANTINO

Sul processo si è espresso anche Gianni Infantino, Presidente della FIFA, che ha parlato dell’intenzione della Federazione di finanziare un’agenzia globale anti-corruzione nello sport. La linea d’azione del nuovo organismo sarà contrastare gli illeciti sportivi, la criminalità organizzata nello sport e le partite truccate. Su quest’ultimo aspetto passi in avanti sono già stati fatti grazie all’applicazione Red Button.