Inghilterra – Danimarca: l’occasione di riscrivere la storia

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Domani sera a Wembley si giocherà la seconda semifinale di Euro 2020: Inghilterra – Danimarca. Un’occasione che queste due nazioni attendono da oltre 25 anni. Se tutta l’Inghilterra e il Ct Southgate ritrovano una semifinale europea dopo 25 anni quando i Tre Leoni furono dolorosamente eliminati ai rigori dalla Germania proprio a Wembley, la Danimarca prova a ripetere il magico trionfo del 1992. Solo una proseguirà il sogno e avrà la possibilità di riscrivere la storia domenica prossima.

Come arrivano le due nazionali

Il cammino di queste due nazionali però non poteva essere più diverso. Un Euro 2020 in crescendo per la nazionale inglese, arrivata forse con la maturità e l’esperienza giusta per poter credere fortemente nella vittoria finale. Uno shock totale invece l’avvio dei danesi, per il grande spavento provocato dall’arresto cardiaco occorso, come sappiamo tutti, ad Eriksen. Una qualificazione agli ottavi arrivata all’ultima giornata e grazie al grande sforzo e spirito di gruppo profusi dagli uomini di Ct Hjulmand.

La crescita degli uomini di Southgate

Ora, il faccia a faccia tra queste due nazionali nel palcoscenico di Wembley. La nazionale di Southgate era partita a fari spenti vincendo comunque agevolmente il proprio girone ma senza brillare particolarmente. Solo il caparbio Raheem Sterling entrava nel tabellino nonostante il valore offensivo della rosa riconosciuto da tutti. I gol di capitan Kane sono arrivati strada facendo ed ora i sudditi di Sua Maestà sperano proprio che il bomber del Tottenham si sia sbloccato al momento giusto. I paralleli con il Pablito Mundial del 1982 si sprecano già dall’altra parte della Manica. Ma se l’attacco ha finalmente affilato le punte, la difesa è stato un vero e proprio blocco granitico che non ha ancora concesso un gol agli avversari. Dovesse chiudere con la sesta porta inviolata consecutiva, la nazionale di Southgate farebbe registrare un record: mai nessuna nazionale ha collezionato sei clean sheets consecutive in un grande torneo, mondiali o europei. Grande merito al bistrattato Maguire, colonna portante della difesa inglese che sta rispondendo ai numerosi critici che lo avevano accusato di essere sopravvalutato. Ma anche a Shaw, laterale difensivo capace di difendere e fornire cross perfetti come quello con l’Ucraina.

Danimarca: un gruppo unito per una sola causa

Dall’altra parte, una Danimarca che, se possibile, ha dato una dimostrazione ancora più forte, forse unica, della volontà di un gruppo. Abbiamo detto e scritto tutto sulla reazione emotiva avuta da un gruppo semplicemente riluttante ad arrendersi. Meno si è scritto sulle qualità tecniche e fisiche di una nazionale cresciuta nel corso degli anni e capace di esprimere giocatori che possono vantare un’esperienza internazionale seconda a pochissimi. La personalità di Kjaer, Schmeichel e Delaney a trainare un gruppo che vede anche la presenza di talenti in grande ascesa come Damsgaard e Maehle è un connubio perfetto che riassume la praticità e la creatività al servizio del collettivo tipica di questo paese nordico. Senza sottovalutare la maniera con la quale elementi come Christensen, Braithwaite e Dolberg, poco più che comprimari nei propri club, si stanno elevando a veri e propri protagonisti in questa manifestazione. Un gruppo insomma che ha perso la sua stella più luminosa ma che ha posto rimedio attraverso una distribuzione quasi scientifica delle reti segnate: 7 marcatori diversi in 5 partite a una sola lunghezza dal record di 8 della Germania a Euro 2012. La nazionale di Ct Hjulmand ha segnato ben 11 gol totali finora (secondo attacco dietro la Spagna) che invece rappresentano già un primato per la Danimarca in una grande competizione.

L’Inghilterra per tornare a giocarsi una finale dopo 55 anni, la Danimarca per rinverdire la leggenda del 1992 e sorprendere di nuovo tutti. Una semifinale che apre le porte della storia.