Inter, il sogno Champions è appeso ad un filo

(Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Al terzo anno di fila dopo il ritorno in Champions League, finalmente per l’Inter era arrivato un sorteggio che la vedeva favorita per il passaggio del turno. Un Real Madrid titolato, ma non imbattibile, un Borussia Monchengladbach interessante, ma abbordabile e uno Shakhtar Donetsk già dominato in Europa League. Le premesse c’erano tutte dopo una finale europea, un secondo posto in campionato e una rosa rinforzata dal mercato. La squadra di Antonio Conte, però, si è suicidata sportivamente e ora per l’Inter il sogno Champions è appeso ad un filo.

Domani sera, infatti, al Borussia Park per l’Inter sarà decisiva. Non solo scenderà in campo già sapendo il risultato di Donetsk, ma entrerà in campo con l’obbligo matematico e morale di vincere la partita. La classifica, infatti, vede i tedeschi al primo posto con 8 punti, al secondo il Real Madrid con 7 punti, al terzo lo Shakhtar con 4 e in fondo i nerazzurri con 2 punti. All’andata finì in parità e fu già una partita di rimorsi per la Beneamata. Andata in vantaggio con Lukaku ad inizio secondo tempo nonostante tantissime occasioni sprecate in precedenza, l’Inter si fece rimontare e superare dai tedeschi, per poi riuscire a pareggiare sempre con il belga al 90′.

Ma se la prima giornata del girone mostrò le potenzialità dell’Inter e un Borussia da non sottovalutare, la seconda è stata l’emblema di questa esperienza in Champions. Dominio assoluto in Ucraina, occasioni sprecate a raffica, un miracolo di Trubin su Lukaku e un gioco che si è dimostrato ancora una volta inefficace contro le squadre chiuse. Forse il più grande problema dei nerazzurri: la prevedibilità. Le squadre sulla carta più deboli il più delle volte si schierano a specchio o si chiudono in difesa. La lentezza del movimento palla e l’incapacità di superare l’uomo negli spazi stretti fanno il resto. Si è visto con lo Shakhtar e in campionato con il Parma. Risultato? Punti buttati al vento.

E si arriva così al doppio match contro il Real Madrid. Un’andata segnata dall’assenza di Lukaku e dall’approccio alla partita. L’Inter va sotto 2-0 e come tante volte quest’anno reagisce agli schiaffi e riesce a pareggiarla. Cos’ha portato alla sconfitta? La mancanza di equilibrio e forse un po’ di intelligenza tattica che ha portato i nerazzurri a riversarsi nel fronte d’attacco lasciando troppi spazi in difesa. Da uno di questi le Merengues si sono portate a casa la partita. Il ritorno, invece, è stato il punto più basso della stagione fino ad oggi. Il Real Madrid senza uomini chiave e un’Inter che non scende in campo in una partita dall’importanza straordinaria.

Ora per l’Inter il sogno Champions è davvero appeso ad un filo. Da una parte deve fare necessariamente 6 punti, dall’altra deve sperare nello Shakhtar domani e nel Real Madrid all’ultima. Negli ucraini domani perchè in caso di vittoria madridista gli spagnoli sarebbero già qualificati e, con una vittoria dell’Inter, si assicurerebbero il primo posto con un pareggio all’ultima. Proprio quel pareggio renderebbe inutili le ipotetiche due vittorie che deve raccogliere l’Inter.

Ma i calcoli poco contano quando davanti c’è un Borussia Monchengladbach di qualità, abilmente guidato da Marco Rose. I tedeschi tra le mura amiche vogliono impedire la vittoria dell’Inter e tornare agli ottavi di Champions League dopo 42 anni. Per l’Inter sarà la prova di maturità, per dimostrare di esserci, succeda quel che succeda.