Inter-Milan, il Diavolo manda all’inferno i nerazzurri: scudetto riaperto

In tre minuti il Milan batte l'Inter, conquista il derby e riapre la corsa scudetto: ora i rossoneri sono a meno uno, aspettando il recupero.

06/02/2022

10:21

• Tempo di lettura: 4 minuti

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(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Ci si aspettava una gara tutta a favore dell’Inter, ma così non è stato. Il derby della Madonnina va al Milan, più “brutto” esteticamente, ma forse più solido e concreto, capace di sfruttare al massimo le poche occasioni avute. Inter-Milan finisce 1-2, con i rossoneri che conquistano tre punti che hanno il peso di mezza stagione intera. Il Diavolo riapre il discorso per lo scudetto, portandosi a meno uno dai cugini nerazzurri, in attesa del recupero contro il Bologna.

Inter-Milan: la cronaca di una rimonta caparbia

In pochi si aspettavano un esito del derby così. Dal canovaccio di inizio gara sembrava esserci in campo solo l’Inter, con i nerazzurri che hanno dominato in lungo e in largo per tutti i primi 45 minuti. Il Milan è parso più appannato dal punto di vista del gioco, ma mai rinunciatario o abbattuto. La squadra di Inzaghi attacca coralmente in maniera pungente. Le ripartenze di Dumfries mettono in seria difficoltà la retroguardia rossonera, infatti all’olandese viene anche annullato un gol. Gli uomini di Pioli devono ringraziare infinitamente uno strepitoso Maignan, che tra parate plastiche e uscite coraggiose ha più volte salvato gol e risultato. All’intervallo si va negli spogliatoi sull’1-0 per l’Inter, ma il punteggio poteva essere nettamente più severo per quello che si è visto in campo.

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Il secondo tempo, nonostante la supremazia dell’Inter nei primi 15 minuti, ha un’altra faccia per il Milan. La squadra è parsa rimodellata, anche grazie agli ingressi di Messias e Brahim Diaz, che danno nuova linfa. Pioli effettua dei cambi offensivi, coraggiosi, ma doverosi per provare a ribaltare il match. Detto, fatto: il Milan ha un volto nuovo, più fresco e lucido. Inzaghi, a differenza dell’allenatore dei cugini, forse, effettua cambi conservativi troppo presto, inserendo Vidal al posto di un ispiratissimo Calhanoglu e togliendo Lautaro e Perisic, fondamentali nella costruzione della manovra offensiva. La rimonta sarà completata dal più esperto del gruppo rossonero: Giroud, autore di una doppietta nel giro di tre minuti. Il francese manda all’inferno l’Inter e riapre il discorso scudetto.

Serviva l’esperienza di Giroud

Il peso di un derby che può valere lo scudetto, la scala del calcio, la pressione di 36mila tifosi: tutto ciò non preoccupa Olivier Giroud. L’esperienza di 35 anni di calcio ad alti livelli l’ha plasmato, i tantissimi big match disputati tra Inghilterra e Francia lo hanno preparato a sfide come questa. Era pronto e l’ha dimostrato in campo, da leader e trascinatore. Grazie a lui il Milan può sognare in grande. Lo aveva dichiarato poche ore prima del derby: “Se vinciamo il derby ci saremo fino alla fine per lo scudetto”, detto, fatto. In tre minuti è stato capace di ribaltare una partita intera, grazie ad una doppietta che profuma di rivincita, che dice: “noi ci siamo”. I suoi due gol sono di tecnica ed esperienza pura, e valgono mezza stagione intera.

Discorso scudetto riaperto

Una rimonta del genere brucia, e brucerà per diverso tempo. Lo si capisce dai volti scuri dei giocatori a fine partita, ma anche dalle parole amare di Inzaghi. È proprio per questo che il discorso scudetto può definirsi ufficialmente riaperto. Il Milan è, ad ora, a meno un punto dall’Inter, che aspetta il match di recupero contro il Bologna. Non contano solo i punti di distacco, ma anche il fattore mentale, che vedrà i nerazzurri sconquassati, confusi e nervosi, mentre i cugini rossoneri possono godere di entusiasmo, carica e motivazione.

A questo punto della stagione, in queste condizioni, si fa sentire anche la pressione. Il Milan si è accodato e proverà il sorpasso sfruttando la scia e cavalcando l’onda dell’entusiasmo. La squadra di Inzaghi, inoltre, si prepara al tour de force, perché nel giro di sette giornate la attendono: Napoli, Sassuolo, Torino, Fiorentina e Juventus. Insomma, fino ad aprile ci sarà da pedalare, ed anche tanto. Il Milan nel frattempo si gode il presente, per il futuro si vedrà, passo dopo passo. La lotta per lo scudetto di Serie A si infiamma, ed il campionato assume un sapore divino.

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