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Serie A

Juventus, a gennaio l’udienza per Pogba: cosa può succedere

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Juventus Pogba

Tra poco meno di un mese si chiuderà finalmente la vicenda legata a Paul Pogba. Il centrocampista della Juventus è attualmente squalificato a causa della sua positività ad un test antidoping effettuato dopo la partita di campionato contro l’Udinese. A gennaio l’udienza davanti al Tribunale, il giocatore ha un’ultima flebile speranza. 

All’inizio del nuovo anno Pogba saprà finalmente il proprio futuro e cosa ne sarà della sua carriera sportiva. Come è noto la mezzala transalpina è ferma da settembre a causa della positività al testosterone, rivelata a seguito di un test antidoping dopo Juve-Udinese.

Juventus Pogba

(Photo by Gabriele Maltinti, Onefootball.com)

Juventus, gennaio il mese verità per Pogba con l’udienza al Tribunale antidoping: Paul dovrà dimostrare l’assenza di dolo

Un periodo amarissimo per Pogba, tornato alla Juventus nell’estate 2022 dal Manchester United ma una seconda esperienza in bianconero totalmente compromessa da continui guai fisici nella passata stagione e dalla mazzata del doping all’inizio di questa.

Nella giornata di ieri la Procura antidoping ha concluso tutto l’iter delle indagini relative al caso Pogba, confermando la non volontà di accettare il patteggiamento ma chiedendo la sanzione con pena massima con una squalifica di 4 anni.

Dovesse concretizzarsi tale entità di squalifica, rappresenterebbe la fine della carriera sportiva del calciatore che potrebbe tornare in campo solo a 34 anni ed ovviamente non con la maglia della Juventus, che in caso di conferma della colpa avrebbe diritto a rescindere il contratto di Pogba attualmente in scadenza nel 2026.

Come riportato nell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, resta un piccolissimo margine di speranza per il giocatore che a gennaio dovrà presentarsi davanti al Tribunale antidoping per la sentenza definitiva.

La strategia difensiva di Pogba si dovrebbe basare sull’assenza di dolo nel reato contestato, un’eventualità che se appurata ridurrebbe la squalifica dai quattro anni richiesti a solo due.