Juventus, appartenenza, classe e personalità: chi è Miretti e le prospettive future

La Juventus scopre in Fabio Miretti un talento già affidabile per la prima squadra: ora tocca ad Allegri dargli fiducia.

02/05/2022

08:30

• Tempo di lettura: 3 minuti

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(Photo by Marco BERTORELLO / AFP) (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

La vita di Fabio Miretti è da sempre colorata di bianconero. Da bambino, quando insieme alla sua famiglia guardava la Juventus in televisione e si lasciava crescere i capelli come l’idolo Pavel Nedved. A 8 anni, quando gli scout di Toro e Juve bussano alla porta, e la scelta ricade su Vinovo, centro nevralgico del settore giovanile di Madama. Da lì, tutta la trafila, i tornei all’estero, le conferme, la scalata, la fascia da capitano. Si mette in mostra con la Primavera, lo scorso anno, di cui diventa leader e punto di riferimento, per poi salire in Under 23 a inizio della stagione in corso e poi ancora su, fino all’esordio da titolare in prima squadra, oggi contro il Venezia. In mezzo, la forza mentale di dimostrarsi all’altezza del livello, la crescita costante, i sacrifici della famiglia, gioie e delusioni.

 Juventus, Miretti è il talento più promettente del settore giovanile

Juventus Miretti
(Photo by Jonathan Moscrop/Getty Images)

Fabio Miretti è il talento più promettente del settore giovanile della Juventus, e oggi lo ha dimostrato. Ancor di più, ha dimostrato personalità. Dal primo minuto al momento dell’uscita dal campo, accompagnata da una standing ovation del pubblico, ha preso per mano il centrocampo, sbracciandosi di continuo per indicare spazi e suggerire i passaggi ai compagni. Ha giocato da leader, pur essendo l’ultimo arrivato; cosa che succede di rado, a meno che non si abbia quella consapevolezza nei propri mezzi che ti permette di tirare dritto e fare tutta la trafila nel settore giovanile di un grande club.

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Pur servito su un piatto d’argento, il paragone va rifiutato. Miretti non è Marchisio e chi gli sta intorno ci tiene a ribadirlo. Non certo per alterigia, ma per rimarcare la differenza nelle caratteristiche: più offensivo e tecnico il classe 2003, più di copertura e lotta l’ex bianconero; di simile c’è solo il percorso dal settore giovanile, mentre la carriera da professionista è ancora tutta da conquistare e costruire. Lui si ispira a De Bruyne e, in casa Juve, ruba i segreti di Manuel Locatelli.

Dopo la partita di oggi, una certezza: il suo percorso di crescita in Serie C è terminato, l’Under 23 non può essere la prospettiva. Da qui a fine stagione, è presumibile che Allegri gli conceda ancora minuti in campo: importanti per crescere, fondamentali per indirizzare le decisioni della dirigenza a fine anno. Miretti lo ha dimostrato, è il frutto più dolce dell’albero settore giovanile, che negli ultimi anni cresce rigoglioso. Ora, è tempo di coglierlo e osservarlo mentre matura, possibilmente da vicino, alla Continassa. Ad oggi, in questo senso, nessuna decisione è stata presa; con la partita contro il Venezia, però, Miretti ha fatto uno scatto avanti, nel gruppone composto dai tanti centrocampisti giovani e di talento in mano alla Juve: Rovella, Fagioli e Ranocchia su tutti.

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