Juventus, Bonucci: “Occhio al Villarreal, Vlahovic non è CR7. Ci divertiamo a difendere”

Leonardo Bonucci è sempre più status symbol della Juventus di Max Allegri. Il numero 19 dei bianconeri ha parlato della partita contro il Villarreal, ma non solo.

22/02/2022

12:20

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Photo: Insidefoto andreaxstaccioli)

Leonardo Bonucci, emblema dalla Juventus, è stato intervistato da El Pais, prima del match contro il Villarreal valido per gli ottavi di finale della Champions League. Il difensore, Campione d’Europa in carica con la Nazionale di Roberto Mancini, ha parlato della partita che si giocherà allo Stadio De La Ceramica, ma ha anche chiarito come non ci devono essere paragoni fra Dusan Vlahovic e Cristiano Ronaldo.

Bonucci, le sue parole

Sul match con il Villarreal: “Saranno due partite molto complicate. Il Villarreal è una squadra che sa giocare, che ha esperienza. Ma con Dusan abbiamo un riferimento in area a cui affidare il pallone quando la squadra avversaria si chiude”.

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Sul confronto fra Vlahovic e CR7: “Con Cristiano ogni partita iniziava sul risultato di 1-0. Dava energia e mentalità al gruppo. Non si possono fare paragoni: Dusan è una prima punta ed è molto giovane. Deve avere il tempo di sbagliare e di crescere“.

Sul compagno-fratello Chiellini: “Il segreto è la chimica che crea il tempo. Giochiamo insieme da più di dieci anni: a un certo punto rubi i segreti dell’altro, hai un interscambio di energia costante. So cosa può succedere quando Giorgio fa un movimento e per lui è lo stesso“.

Sul bel gioco: “Il nostro desiderio è sempre stato quello di fare un bel calcio. Ma a volte i risultati sono arrivati ​​facendoci tornare indietro. Se vinciamo giocando bene, ci divertiamo. Ma ci divertiamo anche a fare la guerra davanti alla nostra area”.

Sulle doti della Juventus: “Una linea centrale deve avere tutto. Alcuni che si caratterizzano maggiormente per marcatura e altri per il loro senso organizzativo. A noi è successo con Barzagli e Chiellini quando giocavamo in tre. Loro preferivano la marcatura, per sentire l’uomo. E poi quando dovevano uscire a giocare la palla la davano a me. Perché non mi piace troppo sentire l’attaccante. Si è sempre detto che la mia caratteristica è l’intelligenza, la capacità di leggere in anticipo le situazioni. Questa distribuzione dei poteri può essere buona partendo dal presupposto che la prima cosa è sapere come difendersi. Per me la vittoria è affrontare grandi attaccanti che finiscono la partita senza segnare un solo gol”.