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Il 20 ottobre 1961 a St. Asaph, nel Galles settentrionale, nasce Ian Rush. Gioca nelle rappresentative scolastiche fino ai 17 anni, quando viene messo sotto contratto dal Chester, squadra di Terza Divisione. Nell’aprile del 1979, esordisce con la prima squadra, nel 2-2 contro Sheffield Wednesday, e la stagione successiva chiude con 14 reti in 34 partite, compresi i due gol che regalano al Chester la vittoria in FA Cup contro il Newcastle, allora in Seconda Divisione.

Le qualità realizzative del giovane Rush non passano inosservate, e Bob Paisley, manager del Liverpool, decide di puntarci. Lo paga 300.000 sterline, una somma iperbolica per un ragazzo di nemmeno 19 anni. La prima stagione in maglia Reds – che vincono la Coppa Campioni – è durissima, vede il campo di rado e chiede la cessione, almeno in prestito. Ma Paisley, per lui, ha altri piani. La chance arriva all’inizio della stagione 1981/1982. Nel primo turno di Coppa Campioni, contro i finlandesi dell’Oulun Palloseura, entra al posto dell’infortunato Johnson, e trova il suo primo gol con la maglia del Liverpool.

Da quel momento, non si fermerà più. A fine stagione saranno 30 i centri, in 49 presenze. La Gran Bretagna scopre uno dei bomber più prolifici della storia. Alla fine, con il Liverpool, segnerà 339 reti in 655 partite, vincendo tra il 1980 e il 1996 cinque volte il Campionato e due la Coppa Campioni. In mezzo, la parentesi alla Juventus, che lo acquista nell’estate del 1987 per 7 miliardi di lire. Ian Rush, però, in Italia non conferma le aspettative, altissime della dirigenza bianconera. Termina la sua prima, ed unica, stagione italiana con 14 reti, di cui solo 7 in campionato, tante difficoltà di ambientamento ed il ritorno, nel 1988, al Liverpool. Con la nazionale del Galles, tra il 1980 e il 1996, scende in campo 73 volte, segnando 28 reti.

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