Osimhen sull’infortunio al viso: “E’ stata un’esperienza pre-morte”

L'attaccante del Napoli Victor Osimhen è tornato a parlare del brutto infortunio al viso rimediato nella gara contro l'Inter dello scorso novembre.

26/06/2022

17:20

• Tempo di lettura: 2 minuti

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(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Victor Osimhen torna a parlare del brutto infortunio alla viso rimediato nella gara di campionato contro l’Inter disputata a San Siro lo scorso mese di novembre. Il nigeriano, a seguito di un durissimo scontro di gioco con Milan Skriniar riportò un problema serio al viso, infatti il giocatore del Napoli si fratturò lo zigomo. Un infortunio pesante che lo costrinse a saltare otto partite di campionato per un totale di un mese e mezzo di stop. Al suo rientro il calciatore degli azzurri è stato poi costretto a giocare il prosieguo della stagione con una sorta di mascherina protettiva. Victor Osimhen, durante un’intervista concessa sulle frequenze di Wazobia FM è tornato sull’accaduto. Di seguito ecco un estratto delle sue dichiarazioni riportate dai colleghi di Tuttomercatoweb.

Osimhen
(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Osimhen: “Per il dolore non riuscivo neanche a mangiare”

“L’infortunio che ho subito contro l’Inter è stato come un infortunio pre-morte. Posso spiegare solo io come mi sono sentito, perché il viso era mio e il corpo era mio, sono l’unico che sa cosa ha sentito”.

“Sono riuscito ad uscire dal campo da solo, senza barella, ho capito che potevo gestirlo. Quando sono arrivato in ospedale, ho detto al mio medico che sarei stato fuori per due settimane al massimo. Dalle radiografie era venuto fuori che avevo molteplici fratture ossee che hanno dovuto rimuovere e riparare di nuovo all’interno. Ho qualcosa come 18 viti sotto la mascella”. 

“Ne ho passate tante: per molte notti non ho potuto dormire, non ci riuscivo, dal dolore mi era impossibile anche mangiare. Ma alla fine sono un leone e conosco il tipo di mentalità che ho. Nella mia mente, avevo già programmato il mio ritorno dopo l’intervento chirurgico”.