Salernitana, Sabatini sull’addio: “Via da Salerno per un equivoco”

L'ex DS dei campani ha commentato l'addio a Salerno in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera.

05/06/2022

12:00

• Tempo di lettura: 2 minuti

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(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

L’ormai ex DS della Salernitana, Walter Sabatini, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui ha parlato delle cause dell’addio a Salerno i rimpianti della sua carriera. Ecco le sue parole, riportate da Calciomercato.com.

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Salernitana, le parole di Sabatini sull’addio al club

Sul cosa gli resterà di Salerno
“Di Salerno mi resta l’aver riportato gioia e dignità a una città intera. Questa esperienza ha sublimato la mia vita sportiva e professionale. Lascio un monolite. Merito dell’allenatore e degli stessi giocatori. Oggi c’è un gruppo pronto a dare battaglia contro chiunque: naturalmente va integrato, migliorato, corretto. Spero che non venga disintegrato”.

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Sull’equivoco legato a Coulibaly
“È tutto figlio di un equivoco. Nel caso di Coulibaly, assurto agli onori delle cronache, rifarei cento volte tutto. Ho solo cercato di difendere un patrimonio della Salernitana, messo a repentaglio da una clausola secondo cui il ragazzo poteva liberarsi a 20mila euro in B e a 1,7 milioni in A: un accordo che ovviamente non avevo fatto io. Il presidente mi ha dato mandato di risolvere la questione perché non voleva assolutamente perdere il giocatore, e io mi sono limitato a trasferirgli le richieste degli agenti. Stava a lui decidere se accettarle o se perdere Coulibaly. In passato, sul tema delle commissioni ho fatto battaglie di principio, nobilissime ma alla fine anche dannose”.

Un retroscena su Raiola e Pogba
“Ho avuto scontri tremendi con agenti che esageravano. Ma, per esempio, mi rimprovero ancora quando ai tempi della Roma litigai a sangue con il povero Raiola, perché venne a chiedermi una commissione di 4 milioni su un giovanissimo Pogba. Ci insultammo a vicenda, oggi mi rammarico invece molto e sono convinto di aver fatto una cavolata colossale, perché quella era sì un’operazione eticamente ai limiti, ma alla fine avrei portato alla Roma un valore tecnico e patrimoniale enorme. Non ho avuto il coraggio di farlo”.

Sulle sue ambizioni
“Guardo avanti, guardo in alto. Merito certi palcoscenici, la Champions per intenderci. Ci sono alcuni segnali, e so che succederà qualcosa”.

Su Ricky Massara
“Fenomenale, ragazzo colto, sensibile, educato. È un uomo spietato, in un certo senso, perché non ha difetti. Sa cosa dire, parla le lingue, conosce i giocatori e sa dove andare a cercarli. Appunto, un uomo spietato”.

 

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