Veron: “Inter più forte del Milan per lo scudetto. Lautaro? Un top, farei un fischio se…”

Per Veron lo scudetto sarà dell'Inter. Il centrocampista argentino ha sottolineato la profondità di rosa di Simone Inzaghi che alla lunga sarà decisiva.

25/02/2022

10:15

• Tempo di lettura: 4 minuti

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(Photo by Marcos Brindicci/Getty Images)

Juan Sebastian Veron per lo scudetto dice Inter. Dopo la grande esperienza alla Lazio, la seconda squadra dell’argentino è stata l’Inter, allenata dal suo amico Roberto Mancini. Il nerazzurro rappresenta per l’attuale vice presidente dell’Estudiantes, alla Gazzetta dello Sport, ha parlato della corsa scudetto e si è soffermato sugli uomini chiave della squadra di Inzaghi.

Veron, le parole

Sull’Inter: “L’Inter è più forte del Milan, a livello di gruppo, di individualità e di qualità tecniche. Ed è anche più forte di tutte le altre potenziali avversarie. Io vedo una squadra completa in ogni reparto e di conseguenza credo che sia la principale candidata per lo scudetto. Non si può andare a mille all’ora per tutta la stagione. È normale avere un calo, che sia fisico o che sia mentale. Però la forza della squadra è fuori discussione e questo, da ex interista, mi lascia tranquillo. Nel lungo periodo emergono le differenze di qualità e l’Inter, lo ripeto, è più forte del Milan. Poi, come dite voi in Italia, il pallone è rotondo…”.

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Sul momento no dell’Inter e sulla necessità di una svolta: “Certo, ma adesso la svolta arriverà. Vi siete dimenticati che l’Inter è impegnata in campionato, in Champions League e in Coppa Italia? Le energie se ne vanno alla svelta, quando si giocano tante partite in poco tempo. I giocatori hanno bisogno di respirare, di riposare. Di tirare in fiato, insomma. Comunque, siccome ormai non ci si può fermare, si tratta di progettare una corretta preparazione in vista della primavera”.

Sulla stagione: “Andiamo con ordine: il derby l’Inter meritava di vincerlo. Ha perso perché il Milan in pochi minuti ha trovato l’uno-due vincente, ma non è mai stato superiore. Semmai quello che si può imputare ai nerazzurri è il fatto di non aver chiuso prima la partita. Lo dico sempre, e lo dicevo anche quando giocavo: gli avversari vanno ammazzati, nel senso sportivo del termine. Contro il Liverpool, che è una delle squadre più forti d’Europa, ha perso, ma non è stata inferiore. Non si può certo pretendere che l’Inter faccia tre o quattro gol al Liverpool, sennò vuol dire che il calcio è cambiato all’improvviso e non ce ne siamo accorti. Contro il Sassuolo, invece, la sconfitta è figlia della fatica precedente. Normale che ci sia un calo di attenzione. Quindi, le motivazioni per i tre k.o. sono differenti e non c’è da allarmarsi”.

Su Lautaro Martinez: “Avete mai visto un centravanti che segna in tutte le partite? Se lo conoscete, fatemi un fischio! È chiaro che sta attraversando un momento di appannamento, ma le sue qualità non si devono discutere. E’ un attaccante fantastico, moderno: bravo con i piedi, abile in area di rigore, puntuale di testa. Per i centrocampisti è sempre un vantaggio avere un giocatore così là davanti: sai dove devi mettergli il pallone, poi ci pensa lui. Adesso faticherà un po’, ma gli basta un gol per sbloccarsi. Seguo tutte le partite dell’Inter e non mi pare che il suo modo di giocare sia cambiato granché. Lukaku era un attaccante che svariava su tutto il fronte con grande potenza e forza fisica. Dzeko è molto tecnico, partecipa di più alla manovra e di testa è micidiale. E Lautaro, secondo me, non è in difficoltà con Dzeko. Semmai bisogna che tutta la squadra lo chiami di più in causa”.

Sulla necessità di Brozovic: “he in una squadra ci vuole sempre la mente pensante. Ma questo lo sa bene anche Simone. Brozovic nell’Inter è il metronomo perfetto. Imposta la manovra, cuce la ragnatela dei passaggi, inizia l’azione di pressing e aiuta in fase difensiva. Ho sentito dire che il problema dei nerazzurri è non avere un sostituto di Brozovic, ma voi lo conoscete uno che abbia le stesse caratteristiche? Per qualità e quantità di gioco prodotto è uno dei migliori registi in circolazione. Ce l’avesse il Milan, uno così…”.

 

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