Verona, Simeone: “Mi piacerebbe sfidare mio padre in Spagna”

Il Cholito ha parlato della sua avventura in gialloblù tra le pagine della Gazzetta dello Sport.

19/05/2022

14:00

• Tempo di lettura: 2 minuti

Tempo di lettura: 2 minuti

(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

L’attaccante dell’Hellas Verona, Giovanni Simeone, ha parlato del suo presente e del suo possibile futuro in un’intervista per la Gazzetta dello Sport. Il Cholito ha espresso il desiderio di poter sfidare un giorno suo padre in Spagna, sottolineando la sua speranza nell’essere riscattato dal Verona in questa sessione di mercato. Ecco le sue parole, riportate da Tuttomercatoweb.

(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Verona, le dichiarazioni di Simeone alla Gazzetta

Sull’avventura veneta
“Non so ancora cosa succederà, spero che mi riscattino. Qui è come quando giocavo da bambino con gli amici. Sono felice qui e sarei molto contento di restare.”

LEGGI ANCHE: Calciomercato Lazio, Lotito chiaro: “Milinkovic mai alla Juve”

Se dovesse arrivare una proposta da una big?
“Normale che un giocatore con ambizioni cerchi delle possibilità di crescita. Giocare in Europa è una delle cose più belle, farlo col Verona sarebbe bellissimo e se questo gruppo restasse tale, ce la potrebbe fare. Se dovessero riscattarmi per vendermi, mi piacerebbe anche andare in Spagna per sfidare mio padre”.

I tre motivi della sua stagione record?
«Direi questi: il fatto che ho trovato un mio equilibrio. Poi il gruppo Verona, fortissimo, che mi ha aiutato tanto: l’amicizia che ho avuto da loro è stata decisiva. Quasi una volta alla settimana usciamo insieme a cena, siamo almeno 6-7 a volta. Così stiamo più tempo insieme, ci divertiamo e nel frattempo cementiamo l’unione. Terzo motivo la società, intesa come filosofia, modo di essere Hellas che mi rispecchia molto».

Sul rendimento della stagione attuale
«Forse non mi aspettavo questi numeri, ma sapevo che sarebbe andata bene perché ho creduto molto nel lavoro che ho fatto. Sto andando bene e posso crescere ancora».

Sul motivo per il quale non tira più i rigori
«Quando arrivo in una squadra c’è sempre lo specialista. Mi dico sempre, nella prossima li tiro io. Stavolta ci siamo detti con Toni (Barak, ndr) che dopo i 40 punti tiravo io. Così è stato ma abbiamo avuto un solo rigore».