PSG, Zidane: “Io a Parigi? Mai dire mai, ma voglio diventare ct della Francia”

Il PSG pensa a Zinedine Zidane come prossimo allenatore del club di Parigi. L'ex Real Madrid ha fatto il punto sul suo futuro.

23/06/2022

11:29

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(Photo by Clement MAHOUDEAU / AFP) (Photo by CLEMENT MAHOUDEAU/AFP via Getty Images)

Il PSG è alla ricerca di un allenatore di assoluto livello, come Zidane. L’arrivo nella capitale francese del presiedente Al Khelaifi fa pensare che tra pochi giorni ci possano essere delle grosse novità in merito: Pochettino ha rotto con gran parte dello spogliatoio del PSG e per questo la ricerca di Campos è partita. Il primo nome è quello dell’ex tecnico del Real Madrid, ma rimane una pista difficilissima. Per questo, avanza Galtier. Zidane, comunque, rimane in corsa e di questo ne ha parlato apertamente.

PSG, le parole di Zidane

Zinedine Zidane ha parlato ai microfoni, in occasione dei suoi 50 anni, ha parlato del suo futuro ai microfoni de l’Equipe facendo un punto anche relativamente al futuro e svelando quale sia il suo grande sogno in una carriera super vincente, sia da giocatore che da allenatore. Queste le parole di Zidane: “Io al Psg? Mai dire mai, soprattutto oggi, da allenatore. Da giocatore avevo la possibilità di andare praticamente in tutti i club al mondo. Da allenatore invece non ti cercano in cinquanta, magari in due o tre“.

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Sul passato: “Andare via a 14 anni mi ha cambiato la vita. Lasciare casa e famiglia ti fa crescere e ti fa diventare uomo. I più preoccupati erano i miei genitori, non io. Decisero di mandarmi a vivere in una famiglia: era la sola condizione perché mi lasciassero partire. Avev ano paura delle frequentazioni pericolose. Così partii per Cannes, dove mi reclutò il signor Varraud, che per me è stato come un secondo padre. E pensare che quando mi vide giocare a Septème, neanche facevo il centrocampista. Mancava un difensore e mi misero lì. Sapete perché mi prese? Perché feci un tunnel nella mia area di rigore… Da quel momento ho iniziato a lavorare come un matto. I miei genitori erano dispiaciuti che lasciassi gli studi, ma io volevo diventare un calciatore. Ci ho messo tutto me stesso, volevo fossero fieri di me“.